Bergoglio è ricoverato da ieri al Gemelli per un’infezione respiratoria che, ha fatto sapere la Sala stampa vaticana “richiederà alcuni giorni di opportuna terapia medica ospedaliera”.
Ha trascorso una notte tranquilla, riferiscono fonti del Policlinico Gemelli. Sembra ci sia ottimismo fra i medici e c’è chi azzarda pure la possibilità che il papa possa presiedere domenica la celebrazioone delle Palme. Ma è ancora presto per dirlo e pare che in Vaticano sia stato già predisposto un piano alternativo tanto per la celebrazione di domenica che per tutte quelle previste per la Settimana Santa, compresa la Via Crucis al Colosseo del venerdì santo.
“Nei giorni scorsi papa Francesco ha lamentato alcune difficoltà respiratorie e questo pomeriggio si è recato presso il Policlinico A. Gemelli per effettuare alcuni controlli medici”, ha comunicato in serata il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni. “L’esito degli stessi ha evidenziato un’infezione respiratoria (esclusa l’infezione da Covid 19) che richiederà alcuni giorni di opportuna terapia medica ospedaliera. Papa Francesco è toccato dai tanti messaggi ricevuti ed esprime la propria gratitudine per la vicinanza e la preghiera”.
La stessa Sala stampa si era affrettata a precisare nel pomeriggio di ieri che il ricovero del pontefice era determinato dalla necessità di sottoporsi ad esami già programmati, ma poi si è appreso che in realtà Francesco era stato colto da un malore al rientro a Santa Marta dopo l’udienza generale. Si è parlato di un senso di oppressione molto forte al petto che ha messo tutti in allarme. E infatti la Sala stampa ha poi dovuto correggere il tiro ammettendo i problemi di salute quando si è saputo che a causa del ricovero era stata annullata l’intervista alla conduttrice Lorena Bianchetti per il programma “A sua Immagine” in occasione della Pasqua. Se il ricovero era infatti programmato perché fissare un’intervista proprio ieri per trovarsi poi costretti ad annullarla?
Mentre tutti gli occhi sono puntati sul Gemelli in attesa di notizie sulla salute del pontefice, da ieri ha ripreso quota l’ipotesi delle dimissioni. Bergoglio a dicembre ha dichiarato di avere già pronta da anni la lettera di rinuncia nel caso in cui non si trovasse più nelle condizioni migliori per svolgere il ministero. Ecco le sue parole: “Io ho già firmato la mia rinuncia. Era quando Tarcisio Bertone era segretario di Stato. Ho firmato la rinuncia e gli ho detto: ‘In caso di impedimento medico o che so io, ecco la mia rinuncia. Ce l’hai’. Non so a chi l’abbia data Bertone, ma io l’ho data a lui quando era segretario di Stato”. All’epoca il malessere del papa era legato al dolore al ginocchio, ma Francesco tranquillizzò circa la sua volontà di non dimettersi dicendo: ““Si governa con la testa, non con il ginocchio”. Ma anche in altre interviste il papa non ha escluso la possibilità di seguire l’esempio di Benedetto XVI e ritirarsi.
E’ evidente che al di là delle rassicurazioni dei medici e dello staff della comunicazione vaticana, le condizioni del pontefice non sono delle migliori, anche perché un malore determinato da un’infezione respiratoria non è certo uno scherzo per un uomo di 86 anni. E in più Francesco appare sempre più affaticato, anche ieri durante l’udienza generale c’è chi ha notato una fatica eccessiva nell’alzarsi dalla sedia a rotelle per salire sulla papamobile. Quindi non è da escludere che il malore di ieri possa essere un ulteriore serio campanello d’allarme per il papa, che di fronte all’aggravarsi del suo stato fisico potrebbe decidersi a lasciare.
In più la morte di Benedetto XVI avvenuta lo scorso 31 dicembre ha messo fine alla coabitazione dei due papi in Vaticano, fatto questo che rendeva oggettivamente impossibile per Francesco prendere in considerazione la possibilità delle dimissioni,visto che la Chiesa si sarebbe trovata addirittura con tre papi, uno regnante e due emeriti. Ma dopo la scomparsa del Papa emerito, l’ipotesi che anche Francesco possa seguirne l’esempio, non appare più così complicata, visto che la Chiesa negli ultimi dieci anni si è comunque abituata alla coabitazione di due pontefici.
Vedremo quindi se Francesco deciderà di seguire l’esempio di Giovanni Paolo II e tirare avanti fino all’ultimo anche in condizioni di salute controproducenti, o se invece si rifarà a Benedetto cedendo alla debolezza delle forze fisiche. Molto dipenderà anche dalle indicazioni dei medici, gli unici ad essere perfettamente consapevoli fino in fondo dell’effettivo stato di salute del pontefice. Ma al di là dei messaggi rassicuranti provenienti dallo staff della comunicazione vaticana sono in pochi a credere che per Francesco da ieri non sia cambiato nulla.



