“L’Italia è il Paese che amo”: questa è la frase pronunciata da Silvio Berlusconi il 26 gennaio 1994 che ha cambiato per sempre la storia politica italiana e non solo.
La sua entrata in politica ha specialmente rivoluzionato il modo di fare comunicazione e le strategie utilizzate sono state molte e differenti. Vediamole insieme.
Silvio Berlusconi è infatti un leader che ha avuto come contorno diverse tv commerciali che sono diventate il principale mezzo di diffusione della sua idea di politica. Le sue televisioni in primis hanno contribuito a velocizzare un cambiamento radicale già presente nel dna della società italiana dal dopoguerra al 1994, anno in cui Forza Italia è “scesa in campo“.
Certamente la mediatizzazione della politica ha aiutato Berlusconi nella sua ascesa al potere ed infatti era pressoché inevitabile che la politica si uniformasse ai media ed al loro modo di comunicare. I mezzi di comunicazione di massa, in particolare la televisione per la sua semplicità d’uso, sono ancora oggi i protagonisti indiscussi delle vie comunicative e rappresentano una fonte di potere immenso, nonché uno strumento di influenza per chi li sa usare o ne ha il controllo.
La comunicazione politica di Silvio Berlusconi è poi una vera e propria rivoluzione perché è lui che ha introdotto ufficialmente il linguaggio calcistico e imprenditoriale-aziendale nel frasario politico. Già con lo stesso nome del partito “Forza Italia”, si è introdotto il termine calcistico nella politica, mentre l’espressione “scendo in campo’’ trasmette l’idea di volersi mettere in gioco, consapevole di dover affrontare degli avversari e di vincere la sua partita.
Nella comunicazione politica di Berlusconi ha un particolare rilievo la scelta del linguaggio e dello stile comunicativo perchè questi sono proprio il tentativo di stabilire un rapporto di comunicazione di tipo verticale tra il leader politico e i cittadini.
Il linguaggio utilizzato da Silvio Berlusconi è semplice, in modo che si annulli la distanza e la diversità con i destinatari della comunicazione e agevoli l’identificazione del pubblico con il leader politico. A questo scopo sono risultati funzionali i frequenti riferimenti al mondo televisivo e, soprattutto, dal mondo del calcio, per definire gli eventi, i fenomeni e le dialettiche politiche, a cominciare dall’originario ingresso in politica, annunciato, non a caso, come una “discesa in campo”, che nel tempo lo ha decisamente portato alla vittoria e ad una vera e propria rivoluzione nella comunicazione e nella politica, che come lui stesso, è destinata a rimanere per sempre.



