Claudio Foti assolto, ma Bibbiano non è una montatura

mercoledì, 14 Giugno 2023
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Si sgonfia il caso Bibbiano? E’ ciò che molti si stanno chiedendo alla luce del verdetto di assoluzione di Claudio Foti, lo psicoterapeuta coinvolto nell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sui presunti affidi illeciti nella Val d’Enza Reggiana.

La Corte di Appello di Bologna lo ha infatti assolto per non aver commesso il fatto in relazione all’imputazione di abuso di ufficio e perché il fatto non sussiste in merito al reato di lesioni dolose gravi. Confermata anche l’assoluzione dall’accusa di frode processuale. In primo grado a Reggio Emilia era stato condannato a quattro anni con rito abbreviato.

Dunque Bibbiano è stata tutta una montatura politica e mediatica come hanno sempre dichiarato gli imputati?

Ovviamente non è in discussione la sentenza di assoluzione di Foti (bisognerà ora capire se ci sarà il ricorso in Cassazione da parte della Procura generale) ma non si può accettare la pretesa di far passare il messaggio che a Bibbiano non sia accaduto nulla. Al di là delle responsabilità penali vere o presunte, altri 17 imputati sono ancora sotto processo avendo scelto il rito ordinario, c’è stato senza dubbio un modus operandi a dir poco discutibile e controverso da parte dei servizi sociali coinvolti nell’inchiesta e un retroterra ideologico che francamente non può essere negato.

Questi bambini sono stati tolti alle famiglie naturali sulla base di accuse che si sono poi rivelate in larga parte infondate e affidati con eccessiva disinvoltura anche a coppie Lgbt, con la dirigente dei servizi sociali incriminati paladina delle battaglie dei diritti gay e lei stessa precedentemente legata ad una delle destinatarie dei minori.

Ma la famiglia naturale dovrebbe sempre essere privilegiata rispetto a soluzioni estreme, prima di togliere dei bambini ai genitori bisognerebbe essere convinti senza ombra di dubbio dell’effettiva inidoneità o indegnità morale degli stessi. Invece in questa vicenda è stato come se si sia cercato di fare di tutto per sottrarre questi fanciulli alle mamme e ai papà, con il chiaro intento di denigrare la famiglia naturale, presentarla come il luogo degli orrori e delle nefandezze e smentite la convinzione che soltanto i genitori naturali siano in grado di garantire al bambino la protezione di cui ha bisogno.

Dalle indagini è emerso chiaramente il tentativo di falsare la realtà e spingere i minori ad ammettere di aver subito violenze attraverso sedute in cui venivano suggestionati con ricorso a metodologie, se non illegali, certamente controverse ad opera dello stesso Foti. E, altro dettaglio non proprio irrilevante, su otto inchieste aperte contro i genitori che hanno motivato l’allontanamento dei minori, sette sono state archiviate e i bambini sono tornati a casa. Soltanto una è andata avanti, ma anche in questa vicenda su cui la magistratura ha ritenuto di dover  andare a fondo, è stato comunque appurato che non vi fossero presupposti così gravi per togliere la figlia ai genitori.

Forse ci sarà stata un’eccessiva strumentalizzazione politica intorno alla vicenda, ma Bibbiano non è stata un’invenzione, Bibbiano è l’emblema di una concezione ideologica rivolta ad affermare il concetto che i figli non sono di chi li fa ma di chi li cresce. Aprendo così la strada a politiche sempre più rivolte a privilegiare modelli alternativi alla famiglia naturale e a sdoganare pratiche illegali, come l’ utero in affitto e la gestazione per altri. Purtroppo per chi si ostina a leggere l’assoluzione di Foti come il crollo di una narrazione, il caso Bibbiano resta in piedi in tutta la sua gravità, e se non ci saranno alla fine responsabilità penali, certamente sarà molto difficile negare quelle politiche e morali.

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