Microsoft vs FTC: la multinazionale è stata messa KO?

domenica, 18 Giugno 2023
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La Federal Trade Commission ha accusato Microsoft di aver raccolto e conservato illegalmente, fra il 2015 e il 2020, dati di bambini e adolescenti under 13 che si erano iscritti sulla piattaforma di giochi online della console Xbox.

I membri della FTC hanno dichiarato che l’incipit dell’illecito è stato l’account setup di Xbox e Xbox Live che richiedeva almeno il nome e cognome, la data di nascita e l’indirizzo email dell’utente. Anche quando l’utente indicava di avere meno di 13 anni, fino al 2021, gli venivano richieste informazioni strettamente personali.

Successivamente veniva richiesto, all’utente di minore età, di accettare la politica pubblicitaria di Microsoft, che includeva una casella pre-selezionata per consentire a Microsoft di inviare messaggi promozionali e condividere i dati degli utenti con gli inserzionisti.

A detta della FTC l’azienda Microsoft avrebbe violato il Children’s Online Privacy Protection Act degli Stati Uniti, raccogliendo dati da utenti minori ma senza notificare la cosa ai genitori né ottenere il loro consenso. Al fine di chiudere la causa legale l’agenzia americana dei consumatori ha richiesto 20 milioni di dollari alla multinazionale d’informatica.

Di fronte alla richiesta della FTC l’azienda Microsoft non ha voluto ribattere, probabilmente consapevole degli errori commessi. Difatti un portavoce dell’azienda ha espresso la volontà della società nell’ impegnarsi a rispettare l’ordine della Federal Trade Commission.

Inoltre lo stesso portavoce ha sottolineato l’intenzione di sviluppare una validazione dell’identità e dell’età di prossima generazione. In altre parole si tratta di un processo comodo e sicuro per tutti i giocatori che permetterà a Microsoft di offrire esperienze personalizzate e adeguate all’età. La decisione dell’azienda, data la portata della vicenda, è quella di pagare la multa.

Nonostante l’accettazione del pagamento, la società ha voluto fare chiarezza su alcuni punti. In primo luogo Microsoft afferma che la causa del problema è stata una svista tecnica dei servizi Xbox, che ha portato alla conservazione dei dati personali degli account dei minori non ancora completati. Inoltre la multinazionale sostiene che il problema è stato risolto e che le informazioni sono state eliminate senza essere utilizzate, condivise o monetizzate.

È giusto concedere al colosso informatico il beneficio del dubbio, ma senza dimenticare che non è il primo caso di violazione della Children’s Online Privacy Protection Act.

Questo è solo l’ultimo accordo della FTC con una società di videogiochi per presunte violazioni della COPPA. Nel dicembre 2022, lo sviluppatore di Fortnite, Epic Games, ha raggiunto un accordo da 520 milioni di dollari con la FTC, con 275 milioni di dollari per le violazioni della COPPA. Alla luce di ciò è chiaro che una presa di posizione netta da parte della FTC era inevitabile.

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