Padova contro “Genitore 1” e “Genitore 2”

mercoledì, 21 Giugno 2023
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A Padova si è consumato l’ennesimo scontro sui diritti civili, che tiene insieme tutta una serie di questioni legate tra loro: le famiglie arcobaleno, la gestazione per altri, le coppie omogenitoriali, i diritti dei bambini.

Secondo la Procura di Padova, che ad aprile aveva raccolto la documentazione dal Comune e ora sta procedendo con la notifica degli atti, è illegale registrare un bambino nato da due donne. Per questo, la richiesta ai giudici è che l’atto di nascita sia corretto e si cancelli il nome della madre non biologica ed eliminando, se necessario, anche il cognome della mamma ‘rimossa’. Una vera e propria crociata da parte dei pm di Padova, che hanno spiegato che la “seconda mamma” non esiste nel diritto italiano e neppure la possibilità per la donna di assegnare al figlio biologico il cognome della compagna.

Ora, cosa succederà a queste famiglie?

«A queste mamme auguro di certo di veder riconosciuto e confermato in via definitiva il loro percorso genitoriale, le invito ad aver fiducia nella magistratura, negli equilibri e nelle garanzie che regolano la tutela dei diritti fondamentali nel nostro Stato, così come in Europa», ha risposto Sergio Giordani, il sindaco di Padova. «Io vado in piazza ogni anno al Pride e sono a fianco di queste persone che chiedono diritti. Troppo spesso in ambito nazionale sento ragionamenti ideologici e superati dalla realtà dei fatti, è sicuramente il momento di guardare avanti e di abbattere certe barriere». E poi ha concluso: «Penso che sia grave che il Parlamento e il governo abbiano scaricato scelte così delicate su sindaci e tribunali, ma almeno spero che si avvii un cammino che sarà utile a fare chiarezza una volta per tutte. Sono convinto che il faro alla fine sarà proprio la Costituzione».

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