L’imprenditore digitale di successo: «Vi spiego cos’è il dropshipping»

sabato, 1 Luglio 2023
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Luca Del Prete non è un cervello in fuga. Chiamiamolo, invece, giovane imprenditore di successo in trasferta permanente. Napoletano, 24 anni, ha prima sondato e poi sviluppato, con eccellenti risultati, le straordinarie potenzialità del web. La sua vicenda personale è piuttosto lineare fino a quando non attraversa i mesi traumatici della pandemia. Studiava medicina all’estero e con lo scoppio del Covid decise di rientrare in Italia. Settimane di clausura portano smarrimento, ma anche riflessioni interiori, poi la naturale propensione a smanettare su internet ha fatto il resto. Si incuriosisce all’attività di dropshipping, un’area del commercio digitale che può configurarsi in una sorta di intermediazione  di vendita. Decide allora di cambiare rotta investendo su stesso e trasformando un momento di smarrimento esistenziale in opportunità. «Mi sono avvicinato al dropshipping navigando in rete. Per formarmi ho acquistato svariati corsi da formatori che promettevano una formazione mirata sul tema, senza rimanerne particolarmente però soddisfatto. «Spendevo poco per non incidere sul budget, ma alla fine ottenevo solo un’infarinatura di base su come funzionasse questa tecnica. Ho quindi iniziato a sperimentare da solo, testando, facendo tanti errori e correggendo quello che a mio avviso non funzionava nei corsi seguiti. Alla fine, ho sviluppato un mio metodo e ho iniziato a raccogliere i primi risultati». I primi risultati si chiamano LPD Consulting, una società che oggi dà lavoro a 22 persone, con sede a Dubai. Questo metodo di vendita, applicabile all’e-commerce, è in testa ai nuovi lavori digitali. Soltanto nel 2021, il mercato globale è stato valutato in più di 155 miliardi di dollari dalla compagnia di analisi Allied Market Research, con prospettive di crescita che fino al 2031 dovrebbero sospingere il settore verso quota 1670 miliardi, con una crescita annua stabile del 27,1%.

«Il dropshipping esiste da sempre – spiega De Prete – nonostante abbia raggiunto oggi una forma più evoluta e globalizzata. Significa vendere prodotti senza possederli, un’attività che posiziona l’esperto come un vero e proprio intermediario tra il cliente finale e il fornitore. Il vantaggio, la funzionalità e le differenze del dropshipping rispetto agli e-commerce tradizionali sono rilevanti. Innanzitutto, non dover acquistare la merce in anticipo, affrontando quindi un grosso investimento economico in fase iniziale e dagli esiti incerti, rappresenta un incentivo molto importante affinché sempre più giovani possano mettersi in gioco. In secondo luogo, manca tutta la parte di gestione diretta della spedizione, che è a carico del fornitore e ciò consente una gestione più economica e semplificata. Il dropshipping si può applicare a prodotti e servizi, sebbene la nostra specializzazione di mercato sia al momento proprio quella dei prodotti».

Il settore delle spedizioni online sta crescendo in tutto il mondo e anche l’Italia non fa eccezione. Secondo un rapporto stilato dall’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, le vendite online sono aumentate del 26% nel 2020, l’anno del Covid, mentre nel 2021 lo shopping virtuale è stato al centro di un ulteriore incremento del 38,4% secondo l’Istat.

«Le persone comprano sempre più in rete – continua Del Prete – e si sono innescate dinamiche per cui, dopo aver visto e fotografato un prodotto in un negozio fisico, l’acquisto viene comunque effettuato via internet. Questo avviene ad esempio nel mondo della moda, dove sempre più consumatori preferiscono evitare le file e approfittare della comodità di un ordine che arriva direttamente a casa. Anche il dropshipping beneficia di questo incremento, perché in tempo di crisi sempre più persone vogliono partire con un business nuovo, ma sostenendo il minor investimento possibile».

Si tratta inoltre di un’ottima opportunità anche per chi parte da zero, sia a livello di competenze sia di budget limitati per questo fa gola a molti giovani. «Questa tecnica – aggiunge Del Prete – consente ai dropshipper di focalizzarsi in maniera esclusiva sullo sviluppo degli affari e sull’incremento dei capitali, che in molti casi porta anche a lavorare con gli e-commerce tradizionali. Si tratta di una professionalità attraente per i giovani, ma anche per chi ha un’età più avanzata, vuole rimettersi in gioco e ha trovato nell’online una modalità giusta per farlo».

Non bisogna però rincorrere il guadagno facile e immediato. Come per tutti i lavori è necessaria una grande preparazione e non ci si può improvvisare. Occorre conoscere le fondamenta del marketing ed elaborare analisi di mercato.

L’anno scorso si è trasferito a Dubai, perché?

«E’ una città innovativa e sempre in grande fermento, ma grazie a questa professione posso lavorare da remoto e quindi terrò Dubai come base, vivrò lì probabilmente 6 mesi all’anno. Il resto del tempo vorrei viaggiare, visitare nuovi luoghi e soprattutto tornare a casa». L’attività di dropshipping ha portato Del Prete a chiudere il 2022 con un fatturato di 2 milioni e 200mila euro. Obiettivo per il 2023 è raggiungere i 3 milioni. Non finisce qui. Oltre a gestire la propria società Luca si occupa anche formazione con più di mille studenti che si sono affidati alla LDP Consulting.

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