Come ci sarà rimasto il duo Maggi-Della Vedova e sodali, con il loro mantra liberal, radical, che se non si liberalizzano le droghe (leggere, termine anacronistico, viste le loro nuove caratteristiche in termini di tossicità), i proventi continueranno ad andare alle mafie?
Non avranno più argomenti? Non riusciranno a farle passare, accettare o per ragioni ludiche, o mediche o addirittura da inserirle nel computo del Pil (insieme alla prostituzione), come proposta specifica in Commissione?
Ebbene, non si tratta della nota esternazione della premier nella giornata mondiale contro le droghe, che un solerte laicista, palesemente anti-proibizionista, addetto alle tastiere di RaiNews24, ha mutato in “giornata mondiale contro l’abuso delle droghe”, considerando evidentemente l’uso non eccessivo degli stupefacenti un fatto normale e acquisito dalla cultura, del costume e della prassi collettiva. Una Meloni che finalmente ha detto cose di destra sull’argomento, parole a cui si spera possano seguire fatti legislativi concreti.
Ma si tratta di una pubblicità sorprendentemente efficace a cura del Dipartimento governativo dell’informazione e l’editoria (presso la presidenza del Consiglio dei ministri), che ha detto a chiare lettere che “tutte le droghe fanno male”. Comprendendo quelle cosiddette leggere e quelle pesanti.
E a dirlo non solo dei giovani puliti, normali, in controtendenza rispetto alle mode antropologiche “modello-San Remo”, dove la liquidità, la fluidità, la trasgressione ormai conformista, “il pensati libera o libero”, la fanno da padroni.
L’ha dichiarato l’allenatore della Nazionale Mancini. Pure qui. Era ora che un simbolo di quello sport che dovrebbe essere esempio di valori, pedagogia per giovani e non solo, contraddicesse i dogmi del politicamente e culturalmente corretto. I diktat di quel pensiero unico che tende a imporre atteggiamenti e inchini per ogni tema ideologico e magari dimentica le cose vere: non si diventa campioni con le droghe, ma senza le droghe.
E la cosa più sorprendente è stato il seguito dello spot-Rai: “Vivi le vere emozioni”.
Noi tutti, giovani, uomini, donne, siamo fatti per cose grandi. Le realizzazioni concrete, secondo i nostri talenti, sono le vere emozioni. Quelle false della droga, sono solo dipendenze che ci possiedono e succhiano la vita.
Il vero bipolarismo non è tra destra e sinistra, ma tra bene e male, falso e vero.



