Le città italiane dove avere un impiego? Non al Sud

domenica, 9 Luglio 2023
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Una classifica. L’ennesima. L’ha stilata l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale, un organismo che dal 1960 promuove uno sviluppo responsabile della cultura manageriale nell’ambito delle risorse umane. La classifica, la prima nel suo genere, concerne le migliori Città del Lavoro 2023 in Italia, elaborata con la collaborazione scientifica dell’Isfort (l’Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) e la supervisione di Nadio Delai, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Aidp. Le città migliori? Quasi tutte al Nord. Quelle peggiori? Quasi tutte al Sud. Nessuna novità, dunque, rispetto a tutte altre graduatorie socio-economiche del Belpaese. E’ interessante però capire il metodo della ricerca che ha dato vita alle tre fasce cromatiche di merito: la verde, la gialla e la rossa.

La metodologia. Per la definizione della classifica nazionale delle migliori Città del lavoro in Italia, sono stati presi in considerazione sette parametri: i fondamentali economici (livello dei redditi e costo della vita); servizi di cittadinanza (sociale e sanità, offerta formativa, trasporti e accessibilità, cultura e tempo libero (offerta culturale e tempo libero); sicurezza (incidentalità stradale, criminalità, sicurezza sul lavoro, sicurezza sul territorio); vivibilità ambientale (inquinamento, produzione rifiuti, verde pubblico, condizioni climatiche); inclusione, diritti e pari opportunità (qualità della vita delle donne, qualità della vita dei bambini, qualità della vita dei giovani, qualità della vita degli anziani); futuro e innovazione (demografia, impresa, digitalizzazione). Sulla base della media di tali parametri è stata definita la classifica generale. Nel complesso sono stati utilizzati be 57 indicatori. La classifica è stilata sui 110 capoluoghi di provincia italiani ed è suddivisa in tre fasce cromatiche, come detto, che corrispondono rispettivamente: la prima alla fascia dei promossi della classifica (e che riceveranno il bollino della Fondazione quale riconoscimento del punteggio ottenuto), la seconda fascia che riguarda le città che si attestano su valori intermedi tali da non raggiungere, tuttavia, il riconoscimento; la terza fascia, infine, è quella a cui appartengono le città con i punteggi più bassi.

“Armocromia”. Le 40 città della fascia verde che otterranno il riconoscimento della fondazione Aidp sono: Milano, Trieste, Udine, Bergamo, Pordenone, Cagliari, Gorizia, Padova, Siena, Cremona, Bolzano, Verbania, Trento, Treviso, Sondrio, Modena, Monza, Brescia, Pavia, Pisa, Firenze, Bologna, Belluno, Lodi, Parma, Prato, Macerata, Lecco, Torino, Ancona, Vicenza, Genova, Forlì, Mantova, Venezia, Ravenna, Piacenza, Novara, Roma, Lucca.

Le 40 città della fascia gialla sono: Cesena, Cuneo, Reggio Emilia, La Spezia, Verona, Sassari, Ascoli Piceno, Ferrara, Livorno, Aosta, Oristano, Biella, Savona, Varese, Perugia, Pesaro, Rovigo, L’Aquila, Vercelli, Nuoro, Lecce, Arezzo, Bari, Viterbo, Fermo, Grosseto, Potenza, Matera, Rimini, Como, Massa, Rieti, Pescara, Imperia, Terni, Latina, Alessandria, Carbonia, Teramo, Asti.

Le 30 città della fascia rossa sono Brindisi, Pistoia, Frosinone, Taranto, Palermo, Ragusa, Caserta, Campobasso, Chieti, Vibo Valentia, Catanzaro, Trani, Cosenza, Benevento, Siracusa, Agrigento, Reggio Calabria, Isernia, Salerno, Catania, Caltanissetta, Avellino, Messina, Barletta, Trapani, Foggia, Napoli, Enna, Crotone, Andria.

La ricerca. Lo studio si è posto l’obiettivo di esplorare le aree territoriali “dove si lavora meglio” intendendo con questa espressione la valutazione dei fattori interni ed esterni alla condizione lavorativa, analizzando il lavoro come parte integrante della vita. «Questi fattori influiscono innegabilmente sulle scelte localizzative di occupazione e professione. Ma l’obiettivo è che la classifica si muova e che le città che hanno spazi di miglioramento lavorino con questo scopo in modo da poter vedere e auspicare, poi, risultati differenti e di soddisfazione per molti – spiega Isabella Covili Faggioli, presidente della Fondazione Aidp – tra i fattori che influiscono sulle scelte localizzative di occupazione, quelli intrinseci di qualità del posto dì lavoro, ci sono i livelli retributivi, l’offerta di prospettive professionali, la reputazione azienda e la qualità degli ambienti lavorativi, delle mansioni da svolgere, i sistemi di welfare territoriale, la dinamicità del mercato del lavoro, una sorta di urbanistica del lavoro, e così via. Il lavoro si incunea in modo prepotente nella vita e ne è sempre di più parte. Abbiamo quindi voluto capire, con la collaborazione di Isfort, come tutte le componenti esogene vanno a contribuire sulla qualità del lavoro, facendolo diventare un bel lavoro, non solo un buon lavoro. Alle città più virtuose verrà assegnato il bollino di “Città dove si lavora meglio” della fondazione Aidp, ma il nostro obiettivo – conclude la Covili Faggioli – è che questa classifica si muova, che le tante città che hanno spazi di crescita più o meno ampi, lavorino per un miglioramento dei vari aspetti in modo che nel prossimo rapporto possiamo vedere risultati nuovi ed entusiasmanti».

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