Il conclave non parla italiano: le mosse pro Zuppi di Francesco

mercoledì, 12 Luglio 2023
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Sempre meno italiani nel collegio cardinalizio, mentre secondo le previsioni potrebbe essere proprio un italiano a succedere a papa Francesco.

Infatti il nome più accreditato se si votasse oggi sarebbe quello del presidente della Conferenza Episcopale italiana Matteo Zuppi, che sarebbe anche il prediletto del pontefice. Non a caso, Bergoglio ha affidato proprio a lui la delicata missione diplomatica in Ucraina, con l’obiettivo di trovare una soluzione di pace nel conflitto con Mosca; soluzione che al momento è però molto difficile da raggiungere visto che Zelensky resta fermo sulle sue posizioni e la Russia non intende cedere i territori conquistati.

È fuori di dubbio però come la scelta di Zuppi mediatore vaticano, stia a dimostrare l’alta considerazione del papa verso di lui, del resto già apertamente manifestata con la nomina a presidente della Cei.

Con la missione diplomatica, Francesco ha messo in ombra il segretario di Stato Pietro Parolin altro aspirante alla successione. Ma pare che Parolin negli ultimi anni si sia troppo assuefatto alle logiche curiali e il pontefice, si sa, preferisce i preti di strada.

Forse la scelta di ridurre la presenza degli italiani nel prossimo conclave è proprio motivata dalla necessità di mettere al sicuro Zuppi, che a quanto pare non sarebbe gradito proprio ai suoi connazionali, mentre avrebbe forti agganci con i porporati del cosiddetto terzo mondo (asiatici e africani) e con quelli dell’America Latina.

Zuppi è sicuramente in linea con lo stile pastorale e la politica progressista di Bergoglio, ma ha saputo sempre mantenere discreti rapporti con il fronte conservatore, come dimostra per esempio la sua apertura verso il mondo tradizionalista e il suo atteggiamento favorevole alla concessione delle messe tridentine nell’arcidiocesi di Bologna da lui guidata. In più vanta ottimi rapporti con il mondo del Family Day, con i movimenti per la vita, pur non avendo mancato di esprimere aperture verso le istanze delle organizzazioni LGBT.

Un mediatore dunque, un abile moderato, oltre che un pacifista autentico, proveniente dalla Comunità di Sant’Egidio, dove in passato si è messo in evidenza portando a compimento con successo trattative di pace in contesti molto difficili, come la guerra civile in Mozambico.

Insomma Francesco sogna un successore italiano ma che non piace agli italiani. È forse per questo che ancora una volta ha lasciato fuori dalle nomine gli arcivescovi delle principali arcidiocesi italiane che sono state sempre in passato sede cardinalizie. Niente da fare per Milano, Napoli, Venezia, Palermo.

In un’eventuale prossimo conclave proprio intorno ai due nomi di peso italiani, quello di Zuppi e quello di Parolin, potrebbe concentrarsi la sfida che vedrebbe il primo più gradito alle “periferie del mondo”, il secondo invece al blocco occidentale. Con papa Francesco che tiferebbe apertamente per Zuppi, visto che i rapporti con il suo Segretario di Stato sarebbero in crisi da tempo, soprattutto da quando durante il ricovero in ospedale con conseguenti voci sulle gravi condizioni di salute del pontefice, Parolin avrebbe consentito riunioni segrete fra cardinali e prelati per preparare la successione. Iniziativa che Bergoglio non gradì affatto e che non mancò pubblicamente di denunciare con lo stesso Parolin costretto a difendersi in pubblico e a smentire, dopo che i giornali lo avevano indicato come regista delle manovre.

Chi entra papa in conclave si sa è destinato ad uscire cardinale, ma sono sempre di più gli indizi che riconducono le scelte cardinalizie del pontefice al tentativo di pilotare il prossimo conclave in favore di un suo fedelissimo. E al momento Zuppi sarebbe il più bergogliano dei candidati graditi a Francesco.

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