Garantire all’intera popolazione, ma soprattutto alle fasce deboli, che annoverano bambini, adolescenti e anziani, il diritto all’assistenza psicologica. Con questo scopo, la Campania, prima Regione in Italia, ha istituito la figura dello psicologo di base. Inizialmente saranno 146 i professionisti, due per ogni distretto, che entreranno in servizio e che garantiranno un primo livello di assistenza gratuita a tutti i cittadini. «Gli psicologi di base – spiega il presidente dell’Ordine degli psicologi della Campania, Armando Cozzuto – si occuperanno di fornire un grandissimo supporto all’importante lavoro svolto dai medici di medicina generale e dai pediatri e potranno intervenire laddove il medico o il pediatra lo riterrà necessario e potranno anche garantire un accesso diretto della popolazione soprattutto in considerazione del fatto che oggi ci sono pochissime aziende che hanno psicologi strutturati».
La Campania, dunque, ha fatto da apripista. L’iter legislativo è partito con l’approvazione della legge regionale n.35 del 3 agosto 2020 avverso la quale la Presidenza del Consiglio dei ministri aveva presentato ricorso, poi respinto con sentenza dalla Corte costituzionale rendendo così a tutti gli effetti operativa la legge regionale. Nel luglio dello scorso anno, dopo l’approvazione in Giunta regionale, è stato pubblicato il regolamento attuativo e a dicembre si è insediato l’Osservatorio regionale con il compito di lavorare all’attivazione dei corsi abilitanti e di monitorare gli avvisi pubblici delle Asl. In seguito alla pubblicazione degli avvisi pubblici e delle manifestazioni d’interesse da parte di tutte le Asl della Campania, sono stati individuati i professionisti idonei ed è stata redatta la graduatoria da cui attingere. «Un servizio che – come sottolinea Cozzuto – farà anche risparmiare la sanità pubblica campana perché aumenterà la sostenibilità del sistema sanitario regionale».
Il prossimo obiettivo, adesso, è una legge nazionale che istituisca il servizio di psicologia di base. «La Campania di fatto sta legiferando al posto dello Stato – aggiunge Cozzuto – avere una contrattazione collettiva nazionale, come accade per i medici di base, garantirebbe a migliaia di cittadini di usufruire delle prestazioni professionali degli psicologi e consentirebbe una grande copertura a livello occupazionale. Vedere l’accesso di 146 psicologi, ma soprattutto l’attivazione di un servizio che non ha eguali in Italia e che consentirà a migliaia di cittadini di avere assistenza psicologica – conclude il presidente dell’Ordine – è per noi motivo di grande orgoglio. Speriamo che questo possa essere d’esempio anche per altre regioni, ma soprattutto per il Governo nazionale».
Il meccanismo dello psicologo è leggermente differente rispetto a quello tradizionale del medico di base. L’invio e il filtro sarà fatto sia dai medici di medicina generale sia dai pediatri di libera scelta, ma sarà garantito anche l’accesso diretto attraverso i distretti sanitari di base. Ovviamente migliorerà notevolmente la sostenibilità del sistema sanitario regionale: si pensi ai ricoveri impropri, alle prescrizioni di psicofarmaci, a tutti gli accessi al Pronto soccorso per patologie che sono sintomi di disturbi d’ansia e dell’umore.
«Abbiamo un tempo molto delicato, fenomeni che toccano il mondo giovanile che a volte sono sconcertanti – dice il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – abbiamo i genitori che non sanno come parlare ai figli, come orientarli. Questo è un servizio di grandissimo valore che onora la Regione, gli psicologi, la nostra sanità. Essere i primi in Italia a far decollare questo servizio ci dà una grande soddisfazione. Il problema è che non c’è ancora un contratto nazionale con l’Ordine degli psicologi, cioè il servizio degli psicologi di base non viene ancora inserito a pieno titolo, strutturalmente, nel servizio sanitario del Paese. Si dovrebbe avere con gli psicologi lo stesso rapporto che c’è con i medici di famiglia e con i pediatri di libera scelta, avere contratti nazionali che consentano di fare convenzioni per il pieno impiego. Noi intanto in Campania partiamo con il servizio, se non dovesse essere approvata una legge nazionale, consentiremo ai nostri direttori generali di assumere in pianta stabile una quota di psicologi nell’ambito delle forze che possono essere assunte nelle nostre Asl. Mi pare – sottolinea De Luca – un servizio di grande civiltà di cui essere orgogliosi».



