Si sa, il mondo dei social media è in costante evoluzione e ama copiarsi a vicenda. Inizialmente esistevano MySpace, Facebook e pochi altri social network che permettevano tutti azioni diverse. Al giorno d’oggi, invece, le differenze sono minimali e le copie (spesso fatte male) sono evidenti. Basti pensare a Instagram e YouTube che, sull’onda di TikTok, hanno inserito rispettivamente i “Reels” e gli “Shorts”, che altro non sono spesso che gli stessi video di TikTok ripubblicati un paio di settimane dopo sugli altri social per monetizzare il più possibile. Eppure, nessuno ha mai osato scopiazzare da Facebook e da Twitter, considerati due giganti troppo potenti e inarrivabili. Questo fino all’anno scorso, quando, all’arrivo di Elon Musk a capo di Twitter, migliaia di dipendenti dell’uccellino blu vennero licenziati in tronco. Per META, l’impresa di Zuckerberg che controlla i social dell’imprenditore americano, si è allora aperta una possibilità estremamente importante, che è stata naturalmente colta al volo. Moltissimi ex-dipendenti di Twitter sono stati assunti dal colosso di Menlo Park, e hanno iniziato a progettare un nuovo social, simile in tutto e per tutto a Twitter, ma di proprietà di META: Threads.
Ma cos’è questo Threads e perché è così importante?
Threads è una piattaforma di microblogging, esattamente come Twitter, lanciata per ora in 100 paesi del mondo, con l’Unione Europea che rimane la grande esclusa per moltissimi motivi. La piattaforma si distingue per la sua combinazione unica di funzionalità provenienti da diverse piattaforme di social media, offrendo agli utenti un’esperienza di condivisione, interazione e scoperta di contenuti totale. La particolarità più innovativa è l’obbligo di avere un account Instagram, confermando la lenta creazione di un vero e proprio “METAverso” dove Facebook, Threads, Instagram e Whatsapp sono collegati.
Threads è stato immediatamente un successo, diventando l’applicazione con il maggior numero di download/account creati nelle prime 24 dal lancio e battendo Chatgpt in questa speciale classifica. Allo stesso tempo, Elon Musk non ha esitato a minacciare Zuckerberg con una denuncia, twittando una frase che rimarrà nella storia dei social : “Competition is fine, cheating is not.” (La competizione va bene, barare no)
Nonostante la sua crescente popolarità globale, l’arrivo di Threads in Europa è stato ritardato rispetto ad altre regioni. Ci sono diverse ragioni che potrebbero spiegare questa situazione ma la più plausibile è collegata alla privacy. Le normative sulla protezione dei dati personali raccolti online sono estremamente rigorose in Europa rispetto al resto del mondo, come il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Potrebbe quindi essere necessario un adeguamento specifico per rispettare le leggi europee sulla privacy, il che potrebbe richiedere del tempo e sforzi aggiuntivi. Facebook ha avuto più volte problemi legali relativi all’ottenimento di informazioni personali e sensibili sui propri utenti e, probabilmente, vuole evitare di ritrovarsi in un’altra causa miliardaria dove perderebbe soldi e credibilità.
Nonostante il ritardo nell’arrivo in Europa, è quasi certo che META stia lavorando attivamente per espandere la disponibilità di Threads anche in questo continente. Nel mentre, la lite tra Zuckerberg e Musk potrebbe addirittura diventare fisica. Sono infatti usciti dei rumors di uno scontro di boxe tra i due geni della tecnologia, addirittura con il Colosseo come location dell’incontro.
Chissà se finalmente i due dopo questo scontro faranno pace, o se le liti, le denunce e le frecciatine sui social continueranno.



