Maltempo in Veneto, ingenti danni e feriti: cosa sta accadendo

venerdì, 21 Luglio 2023
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Fino a ieri abbiamo ascoltato alla televisione notizie allarmanti sull’ondata di caldo africano, con annunci di temperature record praticamente in tutta Italia, città da bollino rosso con picchi persino di 45 gradi.

Ma ecco che da qualche giorno lo scenario meterologico è drasticamente mutato, soprattutto al Nord dove è arrivata un’ondata di forte maltempo che ha colpito in particolare il Veneto; è qui che si sono abbattute violente grandinate, forti venti simili a tornadi e temporali in tutte le province. Sono caduti chicchi di grandine enormi, grossi come palline da tennis o mele che hanno provocato ingenti danni soprattutto alle coltivazioni agricole e alle automobili.

Ma non è tutto, perché ci si è messo anche il forte vento che nel Bellunese ha piegato diversi alberi facendo cadere i tronchi a terra, e scoperchiato vecchi tetti. Ci sono stati anche molti feriti, 110 in tutto come confermato anche dal Governatore Luca Zaia. Il governatore  parla di 28 feriti a Venezia, 62 a Padova, 19 a Vicenza, uno a Belluno. Fra questi c’è un uomo che dopo essere caduto da un tetto versa in condizioni gravi.

Zaia ieri ha dichiarato: “Firmerò oggi stesso l’estensione dello stato di emergenza, terminati i censimenti dei danni in corso dalle prime ore del mattino. L’ondata di maltempo, dopo aver interessato le nostre montagne, ha colpito nella serata di ieri anche la pianura, provocando anche il ferimento di alcune persone, fortunatamente in forma lieve: 20 di loro si sono presentate autonomamente presso i Pronto Soccorso della provincia di Venezia, mentre il SUEM di Padova ha soccorso 10 persone colpite da grandine, 2 persone all’interno di auto colpite da alberi, 2 colpite da vetri rotti. Nella provincia di Vicenza sono state soccorse dal SUEM 3 persone con lesioni lievi causate da grandine nella zona di Bassano del Grappa. Nelle centrali operative dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile abbiamo registrato più di 350 chiamate di soccorso per i violenti temporali di acqua, grandine e di raffiche di vento molto forti, registrate dalle stazioni della rete ARPAV superiori a 100 Km/h, con un massimo di 119 km/h a Campagna Lupia Valle Aperto (VE). I danni maggiori, si sono registrati fra le provincie di Padova, Treviso, Vicenza e Venezia. Duramente colpita tutta Riviera del Brenta”,

“Ringrazio ancora una volta i soccorritori ed i tecnici che sono intervenuti nell’immediatezza degli eventi – ha detto il Presidente del Veneto – e che continuano in queste ore nelle opere di ripristino e censimento dei danni. Il dispositivo di soccorso è stato impegnato in centinaia di interventi: taglio di piante e alberi che hanno invaso le sedi stradali, messa in sicurezza di tetti scoperchiati, rimozione di lucernari, vetri e altri elementi pericolanti causati dalle violente grandinate e dal vento. Sono giunte in Veneto anche squadre dei Vigili del Fuoco provenienti da fuori Regione. La grandine caduta è stata assolutamente fuori dal comune, con chicchi di ghiaccio che hanno raggiunto in alcuni casi diametri superiori ai 10 centimetri”.

Ma cosa sta accadendo? Il Corriere della Sera lo ha chiesto ad Alessio Grosso, responsabile di Meteo Live, che spiega soprattutto il fenomeno del forte vento nel Bellunese dicendosi tuttavia non sorpreso da quanto avvenuto.

«Si è verificato quello che in termine tecnico si chiama ‘downburst’ – ha spiegato – Ci sono sostanziali differenze con un tornado. Il tornado (o tromba d’aria) risucchia tutto quello che trova attorno a sé: è come un’aspirapolvere; tutto intorno a lui ruota come su una giostra, con oggetti che restano in sospensione anche per diversi secondi; le violente raffiche di vento in seno ad un temporale (downburst) invece non risucchiano, abbattono, anche con inaudita violenza. L’aria fredda è dilagata verso il basso in seno ad un forte rovescio originato da un cumulonembo. Quando l’aria fredda impatta al suolo dilaga sul territorio in ogni direzione, arrivando a raggiungere la forza di un tornado F3, ma solo come intensità, non come dinamica. I venti che dilagano al suolo infatti da un violento rovescio, presentano modalità d’azione completamente diversa da quella di un tornado. Inoltre possono essere accompagnati da una cortina di pioggia fittissima, cosa che non avviene in un tornado”.

E la colpa? Sempre dei cambiamenti climatici anche se l’esperto ammette che certi eventi si sono verificati spesso anche in passato. Rispetto a prima è però evidente come tutto ciò avvenga con una maggiore intensiutà e virulenza.

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