Gualtieri: Il sindaco inesistente di una capitale che affoga

lunedì, 24 Luglio 2023
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Roma, la Città Eterna, nota per la sua storia millenaria, l’arte e l’architettura senza tempo…o almeno fino a qualche anno fa. Oggi la Capitale è nota al mondo per ben altro: montagne di spazzatura, migliaia di turisti che si comportano come se la città fosse un enorme parco divertimenti, file di centinaia di persone fuori Termini in attesa di un taxi e scioperi tutti i venerdì (chissà come mai). Certo è che, con l’elezione del nuovo sindaco Gualtieri, tutti si aspettavano un facile miglioramento rispetto all’era Raggi, dalle spiagge sul Tevere alla funivia Battistini-Casalotti. Invece Roma è peggiorata, con la maggior parte dei cittadini che iniziano ad essere quasi nostalgici della grillina rispetto al sindaco PD che, in poco meno di due anni, non sembra aver messo in atto nessuna delle proposte presentate durante la campagna elettorale. 

Analizzando punto per punto i motivi che rendono Roma una città infernale,  non solo per le temperature,  bisogna ovviamente cominciare dall’AMA e dall’emergenza rifiuti. La questione è indubbiamente una piaga che da anni affligge Roma. Le discariche sono colme e gli impianti di smaltimento non riescono a far fronte alla quantità crescente di rifiuti prodotti quotidianamente. Ma dall’arrivo nell’ottobre 2021 del nuovo sindaco strade e marciapiedi sono sempre più il triste palcoscenico su cui si accumulano sacchetti neri stracolmi di spazzatura, con conseguenze nefaste per l’ambiente e la salute pubblica. Negli ultimi giorni Gualtieri sta ricevendo critiche da tutti i fronti per questa situazione, ed ha promesso pubblicamente che “Per l’inizio della scuola la raccolta rifiuti sarà rimessa in moto”. Sicuramente, il sindaco democratico sarà stato troppo impegnato per rendersi conto che il disastro non lo notiamo principalmente noi romani, ormai quasi abituati ai cassonetti pieni, ma sono i turisti che affollano le strade nel centro che rimangono principalmente schifati. Basta fare una passeggiata su via del Corso per accorgersi della tragicità della situazione: pochi secchi, stracolmi e tanta spazzatura gettata tranquillamente per terra da turisti che nel loro paese non immaginerebbero nemmeno di buttare un pezzetto di plastica nell’indifferenziata ma che arrivano qui e,  forse per sentirsi più vicini alla cultura romana, gettano a terra i loro rifiuti. 

Come accennato in precedenza, il turismo di massa è anch’esso diventato negativo per Roma. Ogni anno milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo affollano le strade della città, ansiosi di ammirare le meraviglie storiche e artistiche. Tuttavia, questo afflusso eccessivo sta logorando i monumenti e dei luoghi storici, oltre a causare gravi disagi ai residenti locali. I quartieri più pittoreschi e autentici stanno gradualmente scomparendo sostituiti da negozi di souvenir e fast food, per soddisfare le esigenze dei turisti. Roma sta diventando sempre di più un luna park, dove chiunque può venire, pensare di fare il bagno nella Fontana di Trevi o incidere il nome della propria amata sul Colosseo e passarla liscia. Il problema però non sono solamente i turisti maleducati, ma la mancanza di controlli e sanzioni che spaventino. La legge, in teoria, parla chiaro: “Chi deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici propri o altrui o destina beni culturali a usi incompatibili con il loro carattere storico o artistico, rischia da 6 mesi a 3 anni di carcere e una multa dai 1.500 ai 10.000 euro”. 

Eppure ad ogni notizia su un turista che imbratta l’Anfiteatro Flavio non corrisponde mai un aggiornamento in cui il suddetto straniero venga effettivamente multato o,  meglio,  mandato in carcere.

Calenda,  i 5 Stelle e la destra concordano su una cosa: in circa 630 giorni al Campidoglio, Gualtieri non sembra stato capace di risolvere minimamente i problemi della Capitale. Santori (Lega), rappresenta l’unione del centrodestra contro alcune decisioni del sindaco, la ZTL “fascia verde” su tutte. Anche il leader di Azione è riuscito ad analizzare la situazione dicendo: “E’ difficile vedere un qualche tipo di cambiamento, non dico neanche definitivo: innanzitutto il decoro urbano, dove non è stato fatto nulla. I trasporti, con una situazione taxi invivibile che avrebbe bisogno di un aumento delle licenze e non delle doppie guide, e la follia della Fascia verde con 700mila macchine che da novembre, con un tpl come quello di Roma, non potranno circolare in un’area quasi corrispondente al Gra”.

Comunque, il Sindaco appare avere molta fiducia in se stesso e in una sua personale rivoluzione a Roma, arrivando a promettere una Capitale pulita entro il 2026, pronta per il Giubileo e, addirittura, ad ospitare un evento grandioso come l’EXPO nel 2030. Indubbiamente, se riuscisse a rispettare tutte queste promesse Gualtieri passerebbe alla storia come il miglior sindaco che la capitale abbia mai avuto. Sfortunatamente, ad ora è difficile credergli, ma, come si suol dire, “ai posteri l’ardua sentenza”.

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