Mare e turismo: nuovo status per 20 Città Balneari

venerdì, 28 Luglio 2023
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spiagge

Sono indiscutibilmente tra le più belle località costiere d’Italia e stanno per essere promosse a Comunità marine, una nuova entità amministrativa della complessa architettura istituzionale del nostro Paese. La riforma che eleverà 20 borghi rivieraschi a “Città Balneare” potrebbe essere già calendarizzata nelle prossime settimane. Nei giorni successivi all’audizione in commissione parlamentare, i sindaci del cosiddetto “G20 Spiagge” (G20s.it) sono ottimisti sull’iter per l’approvazione della legge sul riconoscimento del nuovo status dei loro Comuni come, appunto, Comunità balneare, che contempla la possibilità di ricevere fondi e poteri sufficienti per poter gestire meglio sicurezza e servizi quando queste cittadine, in estate moltiplicano i residenti. «I parlamentari hanno preso atto dell’importanza e della necessità di arrivare a una normativa che possa sostenere un settore così importante per il Pil nazionale e per l’immagine dell’Italia nel mondo – dicono alcuni primi cittadini dei 20 Comuni – ricordando che quelli da soli attraggono 50 milioni di presenze turistiche».

I parlamentari – spiegano ancora i sindaci della delegazione di Comuni formata da Arzachena, Castiglione della Pescaia, Cavallino Treporti e Lignano Sabbiadoro – sono convinti che le Comunità marine «rappresentino una eccellenza qualitativa per la vacanza nel nostro Paese e sono certamente un segmento del turismo italiano che più di ogni altro ha dimostrato oggi una capacità reattiva, con un richiamo che ha fatto salire la crescita di presenze nelle spiagge ai livelli pre-Covid».

Insomma, il G20 spiagge esprime soddisfazione per l’incontro avuto in Parlamento. «La legislazione italiana, pur avendo istituito fin dal 1952 le Comunità Montane riconoscendone la particolarità gestionale e amministrativa – dice Roberta Nesto, coordinatrice nazionale del G20 Spiagge e sindaco di Cavallino Tre Porti – ha lasciato un vuoto che ci sta penalizzando: la nostra proposta di legge potrà finalmente aiutarci nell’amministrare meglio le nostre comunità e portare un aiuto concreto ai residenti».

Ottimista anche l’assessore al Turismo del Comune di Comacchio Emanuele Mari: «Apprendiamo con favore l’avvio dell’iter legislativo in Parlamento per il riconoscimento dello status di Comunità marina. Se da un lato, sulla nostra Riviera di Comacchio, registriamo l’eccezionale dato di presenze turistiche del 31% in più rispetto allo stesso periodo dell’ultima stagione pre-Covid, dall’altro dobbiamo confermare le limitazioni nell’uso delle risorse per far fronte alle criticità connesse all’aumento della popolazione sul territorio». Per Mari si deve lavorare «sui trasferimenti allo Stato dei fondi legati all’Imu che oggi, a Comacchio, ammontano a circa 11 milioni di euro annui, risorse che invece, almeno in buona parte, potrebbero essere investite nel territorio».

Un elemento accomuna questi piccoli borghi: il divario che si crea tra il numero di residenti e il numero di presenze turistiche in un periodo molto ristretto dell’anno. La città balneare, infatti, assume la fisionomia di una media città italiana durante la stagione estiva, arrivando, in alcuni casi, anche a 150mila persone. Tale sperequazione crea numerose difficoltà alle amministrazioni comunali, in quanto dimensionate, per quanto riguarda i servizi, sulla base del numero dei residenti e non sul numero delle presenze turistiche. Le città balneari, inoltre, faticano ad accedere a bandi pubblici o finanziamenti in quanto, quelli maggiormente congrui, sono tarati esclusivamente sul numero dei residenti. Per queste ragioni il G20 Spiagge si è fatto promotore di una proposta di legge che miri al riconoscimento dello status speciale della città balneare. La proposta è stata presentata ufficialmente in occasione del quarto Summit, tenutosi a Jesolo l’1 e il 2 settembre scorsi.

Il lavoro è stato svolto per risolvere le molteplici criticità legate al cosiddetto “effetto fisarmonica” dei comuni balneari, ovvero la disomogeneità presente in tutti i settori tra la bassa e l’alta stagione turistica. La legge che hanno presentato queste città di mare dovrebbe consentire ai sindaci di avere strumenti per intervenire sulla sicurezza e sull’ordine pubblico, nella gestione dei rifiuti e delle acque, nella cura del demanio marittimo con attività di contrasto all’erosione delle coste.

Quali sono dunque i Comuni di questa nuova e composita assemblea? Eccoli: Alghero, Arzachena, Bibbona, Caorle, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Chioggia, Comacchio, Grado, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Sorrento, Taormina, Viareggio, Vieste. A breve, si spera, saranno “vere” Città di mare.

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