Sondaggi: chi sale, chi scende, chi teme imboscate

venerdì, 28 Luglio 2023
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L’effetto Berlusconi sembra esaurirsi. Come molti temevano la dipartita del leader maximo sta provocando un calo di consensi intorno a Forza Italia, anche se al momento soltanto a livello di sondaggi. 

Le tendenze, elaborate dalla Supermedia dei sondaggi politici di Agi e Youtrend e riportate da Fanpage dimostrano che c’è in atto una competizione fra Forza Italia e la Lega per il secondo posto nel centrodestra, dove continua a regnare incontrastata Fratelli d’Italia al 29%. Il Carroccio è tornato a superare gli azzurri, dopo l’elezione di Antonio Tajani a segretario. Un travaso di voti dal partito berlusconiano a quello salviniano che i sondaggi sembrano fotografare in maniera indelebile. La Lega infatti ha guadagnato lo 0,5% e sfiora ora il 10%, mentre Fi perde lo 0,6% e scende sotto l’ 8%. Cosa è accaduto?

La morte di Berlusconi aveva provocato una sorta di effetto emozione che aveva portato gli elettori a votare il movimento azzurro alle ultime amministrative quasi come gesto di affetto e riconoscenza nei confronti dell’amato leader. Ma l’impatto emotivo con il passare dei giorni, delle settimane e dei mesi, è andato gradualmente scemando e tanti elettori che fino ad oggi continuavano a votare Forza Italia perché c’era Berlusconi, oggi hanno iniziato a metabolizzare che il leader non c’è più. Già negli ultimi anni le sue condizioni di salute e la malattia lo avevano allontanato dalla scena, ma il popolo azzurro seppur decimato rispetto al passato, sapeva che comunque Berlusconi c’era, era vivo e che al momento opportuno sarebbe tornato in campo per sostenere il partito e indicare la linea da seguire. E così è sempre avvenuto finché il Cavaliere è stato in vita e si è mostrato in pubblico.

Ma adesso gli azzurri sono rimasti orfani e la scelta di Antonio Tajani come segretario fino alle europee, per quanto decisa all’unanimità, non è certamente in grado di colmare il vuoto lasciato dal grande capo. Ecco quindi che inevitabilmente tanti elettori azzurri stanno guardando in altre direzioni, quasi certi che senza Berlusconi Forza Italia non sopravviverà. E soprattutto al Nord è la Lega il partito che sembra esercitare la forza di attrazione più forte nei confronti del mondo ex berlusconiano. Non è certamente un buon incoraggiamento per Tajani che è stato eletto segretario proprio per traghettare Forza Italia fino alle europee e “reggere botta”, ovvero fare in modo che la scomparsa di Berlusconi non disperda il consenso; ma le europee si terranno a giugno dell’anno prossimo e se queste sono le avvisaglie, il ministro degli Esteri ha davvero poco da stare allegro.

Ma anche la premier Meloni è costretta a guardare con preoccupazione alla competizione interna che si aprirà nella maggioranza, dove tanto la Lega che Forza Italia potrebbero essere costrette ad alzare i toni e la posta nei confronti dell’esecutivo, proprio al fine di dimostrare di non essere le ruote di scorta ma di incidere concretamente sull’azione di governo. Meloni teme soprattutto Salvini che potrebbe essere tentato di ripetere la stessa tattica di cinque anni fa, quando stava al governo con i 5Stelle nel Conte-1. I sei mesi che precedettero le europee videro la Lega alzare continuamente la tensione contro l’alleato pentastellato, con Salvini che di fatto sparava contro i colleghi ministri 5S un giorno sì e l’altro pure accusandoli di frenare l’azione di governo e di essere incompetenti (soprattutto Toninelli). Ecco, a Palazzo Chigi temono che possa ripetersi lo stesso copione, e che anche Forza Italia possa avvertire  la necessità di farsi vedere e sentire per recuperare consenso fra i moderati.

Ma se Atene piange, Sparta non ride perché guardando nel campo avversario la situazione è ancora più preoccupante. E’ evidente a tutti come la Schlein non stia sfondando come leader, visto che il Pd continua a restare molto distante rispetto a Fratelli d’Italia (circa nove punti) e in più cala nei sondaggi. E’ vero che un leggero calo lo ha avuto anche il partito della Meloni, ma dall’altra parte i dem non guadagnano, anzi calano pressappoco come FdI di circa lo 0,2% rischiando di scendere sotto il 20. Segno evidente che la segretaria barricadera non convince, e anzi perde sempre più consensi nell’area moderata per niente soddisfatta dei continui tentativi del Pd di inseguire i 5Stelle;i quali invece avanzano dello 0,1% arrivando al 16. L’obiettivo di Conte è di chiudere la partita delle europee almeno a ridosso del Pd, e se continua questo trend non è escluso che ci possa pure riuscire.

Nel Terzo Polo cresce Azione di Carlo Calenda che si avvicina al 4%, forse rinvigorita dai nuovi acquisti delle ultime settimane; come l’ingresso nel Lazio di Alessio D’Amato, candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra e sconfitto da Francesco Rocca, che ha lasciato il Pd in polemica con la deriva filo grillina della Schlein. Italia Viva resta invece ferma al 3%.

Numeri che in qualche modo acquistano rilevanza in vista di un appuntamento strategico come quello delle elezioni europee dove si voterà con il sistema proporzionale, fatto questo che inevitabilmente finirà con il ridisegnare gli effettivi rapporti di forza sia nella maggioranza che nell’opposizione. Ma il percorso come detto è ancora lungo e soprattutto la campagna elettorale vera e propria deve ancora iniziare. Non è quindi escluso che nei prossimi mesi i sondaggi potrebbero diventare determinanti per pianificare le strategie elettorali e soprattutto le modalità di comunicazione più efficaci: all’insegna del “tutti contro tutti” e di conseguenza del “si salvi chi può”.

 

 

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