Mostri esotici e mercato nero: ora è il turno della tartaruga-alligatore

domenica, 6 Agosto 2023
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Non solo spensieratezza, l’estate porta con sé anche dei veri e propri mostri che minacciano la sicurezza individuale, ma soprattutto nazionale.

L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa, quando a Torino è stato avvistato un esemplare di tartaruga-alligatore.
Questa è stata individuata a Pianezza, più precisamente in un ristagno d’acqua del canale Rio Fellone, e si tratta di una specie protetta, tipica dell’America del Nord.
La forestale locale ha provveduto a sequestrare immediatamente l’animale e ad affidarlo al CANC, il Centro Animali Non Convenzionali di Torino, che procederà a trasferirlo in un bioparco idoneo.

Ma la tartaruga-alligatore non è solamente un pericolo di per sé, perché alle sue spalle ha una storia ancora più atroce e deprimente: il mercato nero del traffico di animali esotici.

La legge del nostro paese è molto chiara in tale ambito: i divieti sono assoluti. Ma nonostante queste previsioni normative gli acquisti di animali esotici sono avvenuti lo stesso. Questi hanno portato poi ad abbandoni che hanno complicato notevolmente la gestione di un problema minaccioso per il nostro Paese, più della stessa tartaruga-alligatore.

Negli ultimi anni il contrabbando delle specie protette è infatti aumentato a dismisura.
Il giro d’affari è di 23 miliardi di dollari, considerando che nella sola Europa il commercio di specie protette dalla CITES supera i 100 miliardi di euro l’anno, come evidenziato dai dati di Traffic Archives, un progetto congiunto di WWF e IUCN per monitorare il traffico illegale di specie selvatiche.

Il World Wildlife Fund ha poi sottolineato che in Italia il 22% dei crimini ambientali comporta la distruzione di animali protetti e, considerando che il traffico globale di animali aumenta dal 5% al ​​7% ogni anno, questo numero è destinato a crescere ancora di più.

Tuttavia una stretta importante è già arrivata.

Sulla Gazzetta Ufficiale sono stati pubblicati tre decreti legislativi, che si vanno aggiungere alle norme già presenti, che mirano a diminuire la detenzione di animali esotici.
Si tratta di un un grande passo in avanti per l’Italia che ad oggi è il quinto Paese europeo – dopo Olanda, Cipro, Lussemburgo e Belgio – a rendere operative restrizioni importanti in questo settore, mentre il Consiglio europeo dei ministri ha impegnato la Commissione di Bruxelles a emanare una normativa comunitaria.
Questa potrebbe essere l’ultima spiaggia, sia per noi e la sicurezza nazionale che per la stessa tartaruga-alligatore.

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