Trump ringrazia i giudici e torna favorito per le prossime Presidenziali

lunedì, 7 Agosto 2023
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“Ogni volta che presentano un’incriminazione, noi saliamo nei sondaggi”. Lo assicura ai suoi sostenitori Donald Trump, che parlando in Alabama durante dopo essere stato incriminato per aver cercato di rovesciare il risultato delle elezioni presidenziali del 2020 ha spiegato che non solo non teme altre accuse da parte dei giudici, ma le desidera. “Il 2024 è la battaglia finale – ha spiegato durante il comizio – abbiamo bisogno di un’altra incriminazione” per vincere le elezioni.

Sì potrebbe pensare che queste dichiarazioni siano di parte, frasi disperate di un ex potente che fa di tutto per restare a galla e soprattutto fuori dalle patrie galere. Ma a dargli ragione è intervenuto qualche giorno fa nientemeno che il New York Times, un giornale che certo non più essere accusato di filotrumpismo. Secondo un sondaggio commissionato dal quotidiano in questo momento, se la sfida presidenziale dovesse svolgersi tra Biden e Trump, i due contendenti raccoglierebbero il 43% delle preferenze ciascuno. Se Donald riuscisse a conquistare la maggioranza del 14% degli indecisi potrebbe insomma tornare davvero alla Casa Bianca. Uno scenario fino a qualche mese impensabile, e per il quale Trump deve davvero ringraziare i suoi guai giudiziari, che l’hanno fatto tornare sulle prime pagine dei giornali e tra i trending topic dei social.

Negli ultimi due anni Trump era stato infatti abbandonato da molti dei suoi sostenitori, perché aveva commesso l’unico peccato imperdonabile agli occhi di un americano: era sembrato un perdente. Una colpa peggiore di quella di Caino nella terra che ha fatto del successo la prima religione.

Le incriminazioni di queste settimane gli hanno però permesso di risalire la china, dandogli la possibilità di presentarsi interpretando un personaggio tanto caro agli americani e che già gli aveva garantito il successo contro Hillary: il maverick che combatte contro l’ordine costituito, l’underdog che trionfa pur avendo tutti contro.

E davvero l’ex presidente sembra avere intorno a sé solo avversari; gli è ostile l’America liberal ma pure quella conservatrice “ufficiale”, orripilata all’idea di essere rappresentata nuovamente da un tale figuro; gli sono ostili i mass media, compresa la Fox una volta alleata ma allontanatasi in seguito alla figuraccia rimediata per aver difeso la teoria di Donald sui brogli alle elezioni; gli sono ostili quasi tutte le grandi aziende che temono colpi di testa capaci di mettere in difficoltà i loro interessi oltreoceano; non parliamo poi dei social di Zuckerberg, che in nome del politicamente corretto gli ha tolto da anni il diritto di parola, una volta sacro nella terra di Hamilton e Franklin.

Eppure una percentuale notevole dei suoi compatrioti lo sostiene proprio perché non si riconosce nell’America dei grandi partiti, delle agenzie federali, dei grandi giornali e delle multinazionali. Senza contare che per milioni di americani Trump rappresenta anche l’ultimo argine contro una cancel culture che sembra ormai dominante a tutti i livelli della società ufficiale (istituzioni, università, aziende) ma che è vissuta come una forma di violenza culturale da buona parte della popolazione, quell’America profonda tanto disprezzata nelle narrazioni giornalistiche italiane ma che è la vera depositaria dell’identità statunitense.

Non c’è dubbio quindi che se Trump riuscirà a ottenere di nuovo la nomination repubblicana avrà buone possibilità di vincere; tanto più se dovrà vedersela con un presidente come Biden, che il prossimo novembre compirà 81 anni e appare sempre più privo di forze e lucidità. La parabola di Trump sembra insomma sempre più simile a quella di Berlusconi, che riuscì a restare protagonista in politica per un trentennio nonostante i ben magri risultati dei suoi governi anche grazie a una persecuzione giudiziaria che lo rese incredibilmente popolare presso l’elettorato. La vittoria sembra quindi possibile, tanto più che Biden sembra un avversario molto più abbordabile non solo di Prodi, ma persino di Rutelli o Veltroni.

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