Scandalo in alta quota: ecco perché non è stato aiutato

lunedì, 14 Agosto 2023
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Il K2 è la seconda montagna più alta del mondo, un luogo magico quanto lugubre per via delle diversi morti che porta lungo i suoi versanti.

Un tragico evento è accaduto diversi giorni fa quando il pakistano, Mohammed Hassan, era in procinto di scalare la vetta del K2, insieme ad altre centinaia di alpinisti. Durante la sua impresa, l’uomo è caduto per colpa di una valanga, ma nonostante la caduta era ancora in vita.

Anziché aiutarlo però, gli alpinisti hanno continuato a salire, scavalcando anche il corpo di Mohammed Hassan ed il tutto è stato ripreso dalla telecamera del drone appartenente al cameraman Philip Flämig, che ha filmato la scena raccapricciante.

Uno degli alpinisti, Wilhelm Steindl, che ha anche preso parte alla salita ma è tornato presto al campo base a causa delle condizioni pericolose, ha dichiarato in merito all’accaduto: “Quello che è successo lì è oltraggioso. Una persona viva viene lasciata indietro in modo che possiamo ancora salire. Ci sarebbero volute solo tre o quattro persone per salvarlo. Se l’avessi visto, sarei salito ad aiutare questo poveretto”.

Nel mentre si stava consumando il tragico episodio, la scalatrice norvegese, Kristin Harila ha battuto il record per aver conquistato le cime di tutte le 14 montagne del mondo di 8mila metri nel minor tempo finora registrato: solo tre mesi e un giorno. L’impresa si è conclusa con il K2, ma proprio nell’ultima scalata l’alpinista è finita sotto l’accusa di aver scavalcato insieme al suo team uno sherpa morente sulla via per salire in vetta, pur di centrare il suo obiettivo.

Per celebrare questo record, è stata anche organizzata una festa al campo base.  Steindl ha raccontato: “Non sono andato, ero disgustato. Qualcuno era appena morto lassù”.

Ma perché nessuno ha cercato di aiutarlo? Secondo Flämig le priorità degli altri alpinisti non erano quelle giuste: “È stata una scalata verso la vetta molto movimentata e competitiva”.

Ad oggi è impossibile sapere se la vita di Mohamed Hassan si sarebbe potuta salvare.
Sicuramente l’unico modo per provarci era che tutti gli alpinisti e gli Sherpa, presenti in quel momento sul K2, rinunciassero ai loro istanti di gloria per trasformarsi in una grande squadra di soccorso e, forse, poi, festeggiare tutti insieme.

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