Niente imbarco a un tredicenne disabile, perché manca l’assistenza in aeroporto. Quindi nessuna vacanza serena per una famiglia di Anzio, che a Francoforte, sarebbe stata respinta dalla compagnia Lufthansa e lasciata senza farmaci salvavita.
Nella meravigliosa Scozia all’inizio è andato tutto bene, nessun problema per la mobilità. Poi il 17 agosto i ritardi nei cieli al rientro da Gasglow e quella coincidenza persa Francoforte-Roma.
“Ci avvisano che saremo riprotetti sul volo delle 21.30, un assistente ci aiuta con la carrozzina di nostro figlio Giulio” – ha raccontato il papà Marco Cesarini, 48 anni al Corriere della Sera -. Ci lasciano al ristorante e concordiamo anche di attendere lì il collega che ci scorterà all’aereo». Alle 20.30 Marco, la moglie e i 3 figli (di 13, 8 e 3 anni) vanno al gate per conto loro per non perdere l’aereo.
Niente assistenza per i disabili è il risultato. Problemi e dinieghi la prassi.
Ora la domanda è: nel 2023 si può ancora impedire a una persona con fragilità di vivere serenamente gli spostamenti? Parliamo di macchine elettriche, di nuovo mondo green più eco e più giusto, ma nessuno garantisce un trasporto a un disabile neanche con il diesel o con la benzina. E questo è un vero tema di discussione che dovrebbe far riflettere su come modernità non sempre faccia rima con dignità e civiltà.



