Usa shutdown: ecco le conseguenze

venerdì, 6 Ottobre 2023
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Non era mai successo nella storia degli Stati Uniti: lo speaker della Camera dei rappresentati, Kevin Mc Carthy, è stato destituito con un voto di sfiducia! Che cosa sta succedendo negli Stati Uniti? Quali sono le ragioni di questa levata di scudi? Per capire la situazione bisogna fare qualche passo    indietro.

Alla Camera Usa, i repubblicani dopo le elezioni di mid-term hanno conquistato la maggioranza ed eletto come speaker Kevin Mc Carthy. Nel mese di settembre scorso il debito pubblico statunitense ha sfondato la quota astronomica di 33 mila miliardi di dollari. Una cifra ma raggiunta prima. In questo caso, se prima della scadenza dell’esercizio finanziario al 30 settembre, Camera e Senato non avessero autorizzato un innalzamento del tetto del debito, gli Stati Uniti sarebbero andati in “shutdown”. Una sorta di paralisi amministrativa, in cui tutte le attività della macchina pubblica vengono bloccate e soprattutto non vengono più versati gli stipendi ai pubblici dipendenti, compresi i militari.

Per evitare questo incubo, dopo estenuanti trattative, è stato raggiunto un accordo tra il presidente Biden e lo speaker Mc Carthy: la Camera ha approvato il bilancio dell’amministrazione americana a patto che fossero stralciate le spese per gli aiuti militari destinati all’Ucraina. Questo accordo è stato valutato dai repubblicani puri e duri come un compromesso al ribasso, perché senza shutdown il presidente degli Usa Joe Biden può comunque inviare all’Ucraina sei miliardi di dollari dai fondi presidenziali non soggetti a controllo delle camere. Sei miliardi di dollari non sono i 24 miliardi che Zelensky aveva chiesto durante il suo ultimo tour a Washington, ma rappresentano pur sempre una boccata di ossigeno per le esauste casse pubbliche dell’Ucraina.

I repubblicani invece, ma soprattutto il loro uomo ombra Donald Trump vogliono che all’Ucraina non venga versato più neanche un centesimo dei soldi dei contribuenti americani. Così il trumpiano di ferro Matt Gaetz ha proposto una mozione di sfiducia contro lo speaker Mc Carthy approvata dalla Camera con 216 voti a favore e 210 contrari. Sono bastati i voti di otto rappresentanti repubblicani per far venire meno a Mc Carthy la sua risicata maggioranza. Questa votazione fa comprendere il grado di controllo che Trump esercita sulla Camera. Perciò, il prossimo speaker sarà probabilmente un guerriero trumpiano, che andrà allo scontro con Biden proprio sul “pomo della discordia”, cioè i fondi per la guerra in Ucraina. L’ulteriore conseguenza di questa inedita situazione sarà questa: lo shutdown è soltanto rinviato di 45 giorni. A metà novembre lo scontro sul bilancio degli Stati Uniti potrebbe riaccendersi drammaticamente. E non sarà un atterraggio morbido. Il clan che comanda a Washington, Biden, Blinken, Nuland, potrebbe trovarsi di fronte a un tragico dilemma: sospendere gli aiuti all’Ucraina o mandare in blocco l’amministrazione degli Stati Uniti.

 

 

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