Campi Flegrei: ecco i soldi, poi i piani di evacuazione entro tre mesi

venerdì, 6 Ottobre 2023
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Dalla metà degli anni ’70 fino ai primi anni ’80, Pozzuoli, alle porte di Napoli, fu sconvolta da una serie ininterrotta di bradisismi che la sollevarono letteralmente di circa 3 metri e mezzo causando scosse sismiche, terremoti di media entità e danni irreversibili al patrimonio immobiliare. Lo storico Rione Terra, primo nucleo abitativo della città dai tempi della colonizzazione greca, fu abbandonato per sempre. Solo di recente sono stati restaurati e resi agibili alcuni siti di pregio architettonico come la Cattedrale di San Procolo Martire.

Da allora per quasi cinquant’anni sono stati versati fiumi di retorica sui possibili interventi di messa in sicurezza di quei territori salvo posare, realmente, la prima pietra. Da inizio settembre i Campi Flegrei, mai sopiti del tutto e sui quali sono adagiati Pozzuoli, numerosi comuni confinanti e diversi quartieri occidentali di Napoli, hanno ridato consistenti segnali di vitalità causando una scossa mai registrata finora di 4.3 gradi. D’altronde “flegrei” dal greco sta per ardenti.

Con il decreto Campi Flegrei il governo Meloni prova a mettere una pezza in attesa di inderogabili piani di intervento urbanistico, logistico e demografico. Si partirà con l’analisi del rischio nelle zone edificate interessate dal bradisismo, per la loro messa in sicurezza, con un piano di evacuazione da elaborare entro i prossimi tre mesi.

Il provvedimento sarà finanziato per oltre 52 milioni di euro «anche se – fa sapere il ministro Nello Musumeci – la Campania ha ritenuto di non partecipare, speriamo che nelle prossime settimane cambi idea poiché bisogna passare dall’emergenza alla seria prevenzione».

Il piano si compone di quattro punti: uno studio sulla sismicità delle microzone, un’analisi del rischio di edifici privati e pubblici e un programma di intensificazione del monitoraggio sismico e delle strutture. Il piano di evacuazione sarà stilato, in raccordo con la Regione Campania, la Prefettura di Napoli, gli enti e le amministrazioni territoriali interessati, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. Non mancheranno i test attraverso esercitazioni. Anche per questo è prevista l’installazione della segnaletica della Protezione civile oltre a un piano di comunicazione che coinvolgerà anche scuole, dove sono stati distribuiti un milione di opuscoli, e la stampa. La Regione Campania coordinerà le attività per la verifica e l’individuazione delle criticità da superare per assicurare la funzionalità delle infrastrutture di trasporto e degli altri servizi essenziali, in raccordo con i comuni interessati. Sarà quindi anche potenziato il sistema di Protezione civile e allestite aree e strutture temporanee per l’eventuale accoglienza alla popolazione. Riguardo ai fondi, 15 milioni verranno riassegnati attraverso un nuovo capitolo del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri destinato alla Protezione civile, mentre altri 37,2 milioni arriveranno da risorse già stanziate per la prevenzione del rischio sismico.

Partiranno subito le prime prove di evacuazione degli ospedali dei Campi Flegrei (quelli di Giugliano, Frattamaggiore e Pozzuoli), mentre alcuni comuni si sono già portati avanti predisponendo verifiche sui fabbricati di proprietà. A Bacoli l’amministrazione sta realizzando un database dei cittadini fragili. Contemporaneamente partirà anche la preparazione del piano ufficiale che il comitato della sanità sta preparando da attuare in caso di pericolo. Al vaglio anche tutte le strutture sanitarie dei territori interessati e la possibilità di spostamento dei pazienti in altri ospedali o cliniche in caso di evacuazione, come previsto dal regolamento della Regione Campania. «Misure che non porranno fine allo sciame sismico, ma consentiranno di conoscere meglio un fenomeno plurisecolare – dice ancora Musumeci – le ripetute scosse di assestamento continuano dunque a tenere col fiato sospeso i cittadini, mentre i sindaci rilanciano gli appelli alla calma. E, dopo l’appoggio del governatore campano Vincenzo De Luca, il decreto del governo trova il sostegno anche del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. «Va nella direzione giusta dal punto di vista delle scelte che vengono fatte – spiega il primo cittadino – ora bisogna essere responsabili affinché non ci si lasci andare all’allarmismo. Altrimenti i danni possono essere ancora più grandi di quelli del bradisismo».

«È una grande soddisfazione. Sono state accolte, dal Governo, tutte le nostre proposte per affrontare questa fase del bradisismo – così i sindaci di Pozzuoli, Gigi Manzoni, e Bacoli, Josi Della Ragione, dopo l’approvazione del decreto – a partire dal potenziamento del personale tecnico e di controllo, soprattutto, all’analisi della vulnerabilità degli edifici sia pubblici sia privati così come il miglioramento della comunicazione alla cittadinanza, il potenziamento dei piani di evacuazione. È un buon punto di partenza. Perché noi flegrei vogliamo continuare a vivere la nostra terra. Ma dobbiamo farlo in sicurezza».

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