Non si fa che parlare dell’omicidio di Giulia Cecchettin, prima che anche questa storia finisca negli archivi di cronaca. Oggi è stato finalmente arrestato Filippo Turetta, l’ex fidanzato in fuga da 8 giorni. La giovane donna è stata uccisa proprio da lui con diverse coltellate alla testa e al collo, nonostante abbia tentato di difendersi fino alla fine. A trovare il corpo un’unità cinofila della Protezione civile che perlustrava un canalone tra Piancavallo e il lago di Barcis, in Friuli. E Giulia aveva indosso gli stessi vestiti del momento della scomparsa.
In queste ore è un gran parlare sulle cause di un gesto così criminale: è colpa della società patriarcale, il ragazzo aveva un’emotività compressa e tante altre sintesi veloci e facili su dinamiche private di cui non sappiamo ancora nulla. L’unica domanda giornalistica che noi de Lo Speciale faremmo alle tante persone che ieri e oggi stanno tracciando profili netti e rintracciando causalità precise, è questa: dietro un grande uomo c’è una grande donna, no? E dietro un figlio assassino, che madri ci sono? Perché hanno madri oltre che padri o sbagliamo? E’ il fallimento solo di un genere?
Tutto qui. E non avremmo risposte da dare, però. E’ solo la necessità di rompere quella retorica sui femminicidi che sentiamo ogni volta.
Questo per far capire che il male nella storia c’è sempre stato ed è infinito l’incastro di problematicità che può aver prodotto come risultato un criminale e riguarda tutti noi.
Ma la retorica è tanta davvero in queste ore e coinvolge anche analisi psicologiche che lasciano il tempo che trovano. Di questo ragazzo dicono che fosse un bravo ragazzo, riservato e timido tanto da non esultare mai, nemmeno quando vinceva a pallavolo con colpi eccezionali.
Beh. Facciamo tante “storie politicamente corrette” quando gli sportivi rompono magari le racchette in un momento di nervi, ci scandalizziamo e indigniamo e i media ne scrivono per giorni, e ora scopriamo che esultare felicemente o arrabbiarsi in partita alla fine è sano? Invece ormai, quasi sempre, una reazione di stizza viene considerata male o da bulli un’esultanza eccessiva. C’è di molto peggio allora! E questa è la prova. Le persone compresse sono più pericolose?
Solo due esempi di story-telling molto attuali che spiegano bene quanto misere siano le analisi odierne e quando complesso sia intervenire e far sparire il male dalla faccia delle terra, che esiste e sempre esisterà al di là di ogni ragionevole contrasto e al di là di ogni cambiamento culturale.



