Si chiama «Long cold» l’influenza di stagione che sta interessando gli italiani e che sembra aver già colpito fra Natale e Capodanno. Si parla di mezza Italia a letto con l’influenza e di pronto soccorso in emergenza visto che continua a circolare anche il Covid, e la prima cosa da fare è capire proprio di cosa si tratta. Era prevedibile un aumento della circolazione dei virus respiratori durante le festività natalizie e di fine anno. Il 60% delle infezioni, al momento, è rappresentato ancora dal Covid, ma l’influenza di tipo A sta guadagnando posizioni. A ciò si aggiunge anche il virus sinciziale, soprattutto nella fascia d’età 0-4 anni dove l’incidenza è in aumento: 38,04 casi per mille assistiti mentre nella fascia di età 5-14 anni si attesta a 15,97. Siamo dunque in emergenza? Lo abbiamo chiesto al medico e virologo Giulio Tarro primario emerito dell’Ospedale Cotugno di Napoli, già allievo e collaboratore di Albert Sabin.
Professore che sta accadendo? Siamo in emergenza?
“Mi sembra la situazione tipica di ogni stagione, con un fisiologico aumento dei raffreddori e delle influenze come sempre avvenuto in passato. Non ci trovo nulla di allarmante sinceramente”.
Sulla base dei dati attuali possiamo prevedere un picco e avere un’idea di come svilupperà questa influenza, quanto colpirà?
“Avremo un inverno sostanzialmente simile a quello dell’anno passato con un aumento dei virus influenzali e respiratori nelle prossime settimane. Ma nulla di più, perché abbiamo gli strumenti per curarci, quindi eviterei troppo allarmismo”.
Preoccupa anche l’incremento dei casi del virus sinciziale fra i bambini. Che fare?
“Dobbiamo stare calmi innanzitutto. I pediatri conoscono bene la diagnosi e sanno come intervenire attraverso le terapie più appropriate. Del resto negli Stati Uniti è stato già somministrato un vaccino che sta dando ottimi risultati. Non abbiamo esperienze in grado di confermarci l’effettiva efficacia del prodotto visto che è da poco in circolazione, ma sembra che stia dando risposte soddisfacenti. Quindi anche qui abbiamo tutti gli strumenti per intervenire”.
Si parla di una recrudescenza del Covid con la nuova variante, che pur se non particolarmente letale sembra contagiare con maggiore rapidità.
“Anche qui mi sembra che sia tutto nella norma, sappiamo benissimo che i virus mutano e producono varianti, ma abbiamo le terapie per contrastarle. Piuttosto ragionerei sul fatto che molti contagiati sono vaccinati, a dimostrazione di come non abbia alcun senso continuare a vaccinare le persone in presenza di continue mutazioni del virus. Abbiamo delle terapie che sono molto più efficaci di vaccini messi in commercio senza una seria sperimentazione e che hanno già prodotto seri effetti avversi. Oggi direi che hanno avuto ragione quegli scienziati come Peter Doshi che hanno avuto il coraggio di mettere in discussione la strategia vaccinale dell’Oms contestando i dati forniti dalle case farmaceutiche, e hanno invece promosso il ricorso a farmaci alternativi, prima fra tutti la tanto vituperata ivermectina che per esempio in India ha prodotto risultati molto più eccellenti delle poche vaccinazioni effettuate”.
E’ consigliato il vaccino antinfluenzale per anziani e fragili?
“Sono influenzato dagli insegnamenti del mio maestro Albert Sabin e quindi ritengo che non abbia senso vaccinare le persone con farmaci sperimentati per curare i ceppi precedenti. Non dimentichiamo poi che oggi i virus si trasmettono con maggiore facilità. Una volta era il famigerato uccello acquatico dell’Asia a portare l’influenza in Occidente, ma ci volevano mesi perché il virus arrivasse da noi. Oggi invece con gli aerei che in 24 ore ci consentono di spostarci da un capo all’altro del mondo, tutto si trasmette con rapidità, soprattutto le varianti contro cui i vaccini hanno poca efficacia. Sabin quando studiava un vaccino si concentrava soprattutto sull’utilità effettiva e sugli effetti collateali che oggi invece sembrano considerati irrilevanti. Io appartengo con orgoglio a questa scuola”.
Anche lei ritiene che le feste di Natale siano un potente volano di contagio e che sarebbe necessario stare attenti?
“Lasciamo libere le persone di vivere come vogliono. Se uno sente di dover stare attento sa come comportarsi, ma non possiamo essere noi ad imporre come stare in casa con i parenti. L’influenza c’è sempre stata, ma non ci ha mai condizionato vita e abitudini come sta avvenendo oggi. Basti pensare che una volta si fumava nei cinema eppure nessuno rinunciava ad andarci per la paura di respirare il fumo e ammalarsi. Oggi siamo arrivati al punto di avere paura del pranzo di Natale o del cenone di Capodanno “.
Cosa consiglia per combattere l’influenza?
“Partirei dalla classica aspirina per chi ovviamente non è ipersensibile e può usarla tranquillamente. Altrimenti si può fare ricorso al brufen o ad altri tipi di medicinali. La tachipirina invece non è un antinfiammatorio ma serve più che altro per abbassare la temperatura. Io starei molto sereno perché questa situazione si ripete ogni anno, non c’è nulla di straordinario. E non dimentichiamo che il Covid ci ha trovati impreparati non tanto dal punto di vista scientifico ma da quello politico, visto che per anni abbiamo smantellato il nostro sistema sanitario tagliando i posti letto e chiudendo gli ospedali, fatto questo che ci ha fatti trovare del tutto sprovvisti delle terapie intensive necessarie a fronteggiare un’epidemia”.
Anche lei ritiene che dopo il Covid non siamo più in grado di comprendere l’effettiva portata delle malattie, al punto che anche un raffreddore o un’influenza stagionale ci fa cadere nel panico?
“Lei ha toccato un nervo scoperto. Ci hanno indotto il terrore e non siamo più in grado di distinguere una normale influenza da una malattia letale. Viviamo con l’incubo di ammalarci e andiamo nel panico con 38 di febbre. Siamo arrivati al punto che la paura ci ha portati ad accettare la gestione mondiale della sanità, concetto per me inconcepibile. Spero che si esca presto da questa psicosi assurda e soprattutto dalla schiavitù dell’Oms. Ogni Paese deve ritrovare la propria autonomia in campo sanitario. Non è ammissibile che si continui a promuovere questa strategia del terrore a livello planetario. E’ dai tempi dell’Ebola che va avanti questa politica che non ha alcun reale fondamento scientifico. Non posso dimenticare quello che accadde nel 2015 quando ci terrorizzarono per un’intera estate con l’allarme dell’Ebola e con le migliaia di vittime da questa provocate, mentre nel mondo milioni di persone continuavano a morire di aids, soprattutto in Africa, perché non riuscivano ad avere accesso alle cure e ai farmaci contro l’HIV nell’indifferenza generale e il menefreghismo dell’Oms”.



