Fleximan, il killer degli autovelox eroe dei social. Giusto punire chi esulta?

lunedì, 22 Gennaio 2024
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In Italia crescono gli ammiratori di Fleximan il misterioso “killer” degli autovelox che ha distrutto diverse apparecchiature per il rilevamento della velocità sulle strade.

In otto mesi ha abbattuto 16 autovelox utilizzando la stessa tecnica, tanto per lasciare il segno e far capire che è sempre lui, il “vendicatore degli automobilisti” a colpire. Fleximan sembra utilizzare un flessibile a batteria per tagliare il palo che sorregge il rilevatore ma lasciando intatti i fili interni. Finora ha colpito soprattutto in Veneto, ben 11 volte, due in Piemonte, una in Lombardia, due in Emilia Romagna. Sarà sempre la stessa persona ad agire? O si tratta di una banda? Chi può dirlo.

Sta di fatto che sui social il killer degli autovolelox sta mietendo centinaia di ammiratori, persone che vorrebbero fare quello che fa lui, ma non hanno il coraggio e sono contenti che qualcuno agisca al posto loro. Persone che oltre ad esprimergli gratitudine, lo incoraggiano ad andare avanti, “ad abbatterli tutti quei maledetti autovelox che stanno sulle strade”. Ma ora tutte queste persone potrebbero incorrere in un reato ipotizzato ieri dalla Procura di Treviso, ovvero l’apologia di reato punibile con la reclusione da uno a cinque anni. 

L’articolo 414 del Codice penale infatti recita: “Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o piu’ reati è
punito, per il solo fatto dell’istigazione: con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di
istigazione a commettere delitti; con la reclusione fino a un anno o la multa se trattasi di istigazione a commettere
contravvenzioni”.

Ora, senza giustificare in alcun modo l’autore degli atti vandalici che se scoperto naturalmente dovrà essere perseguito come prevede la legge, desta più di qualche perplessità l’iniziativa della Procura di Treviso nei confronti di chi, sbagliando, ha esultato sui social e invitato Fleximan ad andare avanti, identificandolo come una sorta di eroe che sta vendicando i tanti automobilisti multati, spesso con un evidente eccesso di zelo.

E’ il caso a questo punto di fare alcune considerazioni.

Purtroppo gli incidenti stradali sono all’ordine del giorno, nel 2023 sono state 495 le vittime della strada, un numero che, nonostante un calo rispetto al 2022 quando i morti a seguito di incidenti stradali erano stati 521, resta comunque allarmante. Inutile negare che l’alta velocità è fra le cause principali dei sinistri e che quindi è più che mai opportuno investire sulla prevenzione obbligando gli automobilisti alla prudenza rispettando i limiti. Il problema però è rappresentato dal fatto che in molti casi l’autovelox non viene utilizzato ai fini della sicurezza stradale, ma piuttosto come bancomat dai Comuni. Non sarà sfuggito a nessuno di come molto spesso gli autovelox sono collocati strategicamente, in punti dove non ci sono particolari rischi per la sicurezza, dove la visibilità stradale è ottima e dove l’automobilista può quindi permettersi di accelerare senza che questo comporti particolari pericoli.

E’ legittimo che gli autovelox da strumenti di prevenzione diventino “trappole” per automobilisti, con l’obiettivo prioritario di poter incrementare i bilanci comunali con le multe elevate sulla pelle dell’utente della strada? Che magari quel tratto lo percorre per recarsi al lavoro e deve vedersi multato per aver sforato i limiti su ampi rettilinei dove non ci sono incroci, curve o situazioni di particolare criticità? Vogliamo negare al cittadino anche il diritto di essere legittimamente infuriato?

Secondo aspetto: l’Italia non è un paese perfetto dove tutti rispettano le regole, ma purtroppo continua ad essere un Paese per “furbi” dove c’è chi paga le tasse e c’è chi invece evade allegramente il fisco portando i soldi all’estero senza che ciò comporti conseguenze. E’ il caso delle tante multinazionali che fanno affari in Italia, ma poi avendo la residenza fiscale all’estero non restituiscono allo Stato neanche un centesimo di ciò che hanno guadagnato. Di fronte ad un simile scenario, possiamo davvero pensare di poter punire il povero contribuente che ha visto abbattuto l’autovelox che magari gli ha rilevato uno sforamento minimo di velocità costringendolo a pagare una multa?

Quindi ricapitolando: non vi può essere giustificazione alcuna per i vari Fleximan della situazione, soprattutto perché i danni alla fine li pagano sempre e comunque i cittadini, è il classico cane che si morde la coda; una volta abbattuto l’autovelox se ne dovrà mettere un altro, e chi è che paga le spese? Il Comune con i soldi pubblici. Questo dovrebbe quindi scoraggiare anche i tanti ammiratori del vendicatore anonimo, facendo capire loro che alla fine non si tratta di un atto di giustizia ma di un danno alla collettività.

Tuttavia in un Paese in cui la maggioranza delle persone si sente vittima di un sistema che non garantisce a tutti gli stessi diritti, massacra il cittadino a suon di tasse, multe e sanzioni, dove non funziona nulla e dove la sicurezza stradale è un comodo alibi per arricchire le casse degli enti locali, si può perseguire chi sfoga la propria rabbia anche esaltando gesti estremi? Che in fondo nessuno di quelli che inneggiano a Fleximan avrebbe forse mai il coraggio di compiere personalmente, limitandosi ad applaudire sui social questa sorta di giustiziere improvvisato in cerca di notorietà? “Beato quel Paese che non ha bisogno di eroi” diceva Bertold Brecht, e se siamo arrivati al punto di aver bisogno di simili eroi allora forse è il caso di interrogarsi sulle cause prima che pensare a come punire.

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