Potrebbero essere presto smantellati a Lourdes, e in altri santuari del mondo compreso San Giovanni Rotondo, i mosaici di padre Marco Ivan Rupnik l’ex gesuita accusato di abusi sessuali e psicologi da diverse religiose e di aver assolto in confessione un complice dei suoi presunti delitti.
Il Messaggero riporta che il vescovo di Lourdes monsignor Jean-Marc Micas ha ricevuto numerose lettere di cattolici e di avere avuto conversazioni con donne volontarie al santuario, in particolare una signora inglese che ha servito a Lourdes per anni, aiutando i malati in cerca di guarigione. La signora ha detto al vescovo: “Qui a Lourdes quando ero volontaria ho incontrato molte, molte donne che venivano per chiedere una guarigione speciale dopo un abuso subito. Andavano dall’Immacolata Concezione per essere guarite nel profondo, per trovare consolazione. Per me ora, ma anche per loro, le braccia che vediamo nei mosaici non sono le braccia dell’Immacolata Concezione. Sono le braccia di padre Rupnik”.
Sarà un’apposita commissione a decidere se smantellare o meno i mosaici che Rupnik ha realizzato nel 2008 riproducendo i misteri della luce.
Come più volte abbiamo scritto su queste pagine, la vicenda di padre Rupnik appare molto complessa e per certi versi controversa. Sono diverse le presunte vittime pronte a puntare il dito contro di lui, ma nella Chiesa c’è chi ritiene che in realtà sia vittima di un complotto, in testa a tutti il Vicariato di Roma che in seguito ad un’ ispezione presso il Centro Aletti fondato dall’ ex gesuita, ha accusato la Congregazione per la Dottrina della Fede di aver agito con particolare accanimento contro di lui comminandogli la scomunica poi revocata sembra per intervento diretto di papa Francesco, che però si è sempre chiamato fuori.
Fa sospettare il fatto che contro Rupnik sia prevalso un atteggiamento prettamente accusatorio, specie da parte della Compagnia di Gesù che, come denunciato dal Centro Aletti, non gli avrebbe permesso di difendersi avvalorando le accuse delle presunte vittime come inoppugnabili. Ragione che avrebbe spinto Rupnik a dimettersi dalla Compagnia secondo la sua versione, già prima che fosse espulso ufficialmente dai gesuiti.
Il religioso sarà ora processato in Vaticano dal competente dicastero, dopo che il nuovo prefetto dell’ex Sant’Uffizio Victor Manuel Fernandez ha revocato nei suoi confronti la prescrizione che impediva di poterlo giudicare per reati lontani nel tempo, decisione assunta per esplicita volontà del papa stanco di essere accusato di averlo coperto.
Vedremo come finirà la vicenda, ma intanto che senso ha accanirsi contro la sua produzione artistica? Perché questa furia iconoclasta contro opere che sono considerate dei capolavori al di là del giudizio sull’uomo che non dovrebbe inficiare comunque le sue capacità e qualità artistiche? Smantellare delle opere d’arte soltanto perché chi le ha realizzate potrebbe essere un abusatore francamente non ha senso, anche perché se una Madonna è stata modellata dalle mani “indegne” di un’ artista, ciò non vuol dire che le preghiere di fronte a quell’immagine siano destinate automaticamente a non produrre ugualmente benedizioni se avanzate con fede e devozione autentica.
Sorprende che un vescovo della Chiesa cattolica si renda complice di simili operazioni quasi avvallando le considerazioni di fedeli che, per quanto legittimamente indignati, forse si lasciano troppo trasportare da pregiudizi e credenze infondate, come quella di ritenere blasfemi quei mosaici soltanto perché a realizzarli è stato Rupnik. Alla fine si ha come l’impressione che contro il sacerdote sloveno sia in atto una damnatio memoriae in vita, rivolta a distruggerne l’immagine sia di religioso che di artista, senza che le accuse contro di lui siano state acclarate in via definitiva ed ineccepibile.
Siamo sicuri che le opere di Caravaggio siano degne di stare nelle chiese andando ad approfondire la sua vita dissoluta e per nulla specchiata? E che dire delle sue madonne e dei suoi apostoli che riproducono prostitute e ubriaconi da bettola? Non si starà forse esagerando troppo sul caso Rupnik?

