Conte “Bel gioco non basta per vincere, sogno la Champions”

mercoledì, 14 Febbraio 2024
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"Per alzare i trofei serve una squadra stabile, il City della scorsa stagione ne è un esempio" TORINO (ITALPRESS) – "Cosa mi resta da vincere? Onestamente mi piacerebbe un giorno alzare al cielo la Champions da allenatore". Antonio Conte è fermo ormai da quasi un anno, da quando ha lasciato il Tottenham, ha ricaricato le pile e non vede l'ora di rimettersi in gioco. Possibilmente in un club che punti a conquistare la coppa dalla grandi orecchie. "So che è molto difficile vincere la Champions – confessa Conte in una lunga intervista al 'Telegraph' – La gente pensa che sia facile ma devi trovarti nel giusto club, che abbia le tue stesse ambizioni, che sia pronto a fare il passo finale per vincere la Champions. Guardate il City, ci hanno messo sette anni, no? Ma vorrei dare questa gioia a mio padre. Mi ha detto 'vorrei vederti alzare la Champions'. Non è facile ma tutti hanno un sogno". Appassionato di Subbuteo ("ti permette di riprodurre alcune situazioni tattiche, l'ho usato in tutti i club in cui sono stato, a volte anche per spiegare ai giocatori alcune soluzioni"), in questi mesi Conte ha continuato a studiare in vista del suo ritorno. "Giocare con la linea difensiva alta? Si può fare ma devi pressare tanto, altrimenti diventa un grosso rischio". Il tecnico salentino è pronto a giocare di nuovo a 4 dietro ma "non è vero che il sistema a tre è difensivo, andate a guardare quanti gol hanno segnato le mie squadre in ogni stagione". "Non dipende dal giocare a 3 o a 4 dietro, ma da come costruisci la squadra e l'attacco. Allo stesso tempo non è positivo essere troppo offensivi, così come non si deve essere troppo difensivi. Bisogna rispettare le caratteristiche dei calciatori e adattarsi a loro. La mia esperienza mi dice che se vuoi vincere il campionato o alzare un trofeo devi avere una squadra stabile. Il Manchester City della scorsa stagione è l'esempio migliore, una squadra con grande equilibrio, difensivo e offensivo". Di trofei ne ha vinti il tecnico e "sono una grande responsabilità perchè ti ricordano che devi vincere ancora. Lo hai fatto e devi continuare a farlo". E che sia col bel gioco o meno, conta relativamente. "Se l'obiettivo finale è vincere il campionato e alzare trofei, è importante offrire al pubblico un bel calcio. Ma essere solo una squadra che gioca un bel calcio non è abbastanza se vuoi vincere. Lo so perchè ho allenato grandi club e tutti mi chiedevano sempre di vincere. Per me adesso è impossibile lavorare per costruire solo una squadra che gioca bene perchè ci si aspetta sempre di vincere. Amo il mio passato ma allo stesso tempo l'aspettativa che porti è sempre altissima e se non vinci, hai fallito. L'opzione migliore possibile è giocare bene e vincere. Per essere celebrato devo vincere, altrimenti gli altri che sono lì ad aspettare celebreranno il mio fallimento". Conte è uno dei tre allenatori – gli altri sono stati Mourinho col Real e Klopp col Liverpool – ad aver vinto un campionato contro una squadra di Guardiola. "Non è facile, lui è il migliore al mondo. E quando il miglior allenatore del mondo ha alle spalle un club che lo supporta e investe per mettergli a disposizione giocatori importanti che migliorano la squadra ogni stagione per restare in vetta, allora è molto, molto difficile competere allo stesso livello. La mia storia dice che sono sempre arrivato in club con una situazione difficile, con problemi, e ho sempre costruito qualcosa. Dopo la mia prima stagione al Chelsea, dove abbiamo vinto il titolo, potevamo diventare diventare dominanti in Inghilterra. Avevamo parlato con Lukaku e Van Dijk, con questi due giocatori importanti avremmo potuto cambiare la situazione". Conte torna poi sull'esperienza al Tottenham, portato in Champions dopo essere salito a bordo a stagione in corso. "Per me celebrare un quarto posto era davvero strano. Alla fine della gara col Norwich ho detto al mio staff: 'Attenti, non abituatevi a festeggiare un posto in Champions'. Sono stato molto chiaro. Avevamo fatto il massimo, risalire dal nono al quarto posto, con tutti i problemi che avevamo affrontato, era un miracolo. Ma non dovevamo festeggiarlo come tale perchè sono abituato a vincere". Il periodo al Tottenham è stato contrassegnato anche da due grandi lutti, le morti degli amici Ventrone e Vialli, oltre che di Mihajlovic ("uno dei momenti più duri della mia vita"), e dall'operazione alla cistifellea, con Conte che qualche tempo dopo ha rassegnato le dimissioni. Dopo ha visto il suo nome accostato alla Nazionale per il dopo-Mancini e a diversi club ma il ritorno in panchina ormai è vicino. "Mi sono preso questo tempo per me, per la mia famiglia, per stare con i miei genitori – confessa – Mio padre mi spingeva a tornare subito al lavoro ma era importante ricaricarmi, fisicamente e mentalmente. Il mio unico problema adesso è che ho troppa energia e sto disturbando mia moglie…". Motivo in più per rimettersi in gioco. – foto Image – (ITALPRESS). ari/red 14-Feb-24 15:09

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