"Mi piace il mio lavoro e il Real è il posto migliore per farlo", dice il tecnico italiano MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Si parte dallo 0-1 dell'andata e si chiude il discorso al Bernabeu. Le premesse sono buone per i blancos: in palio ci sono i quarti di finale di Champions League, terra di conquista del Real Madrid che vince su tutti i fronti, ma che nella massima competizione europea per club riesce sempre a dare il proprio meglio. La vittoria in Germania all'andata, non fa altro che sbilanciare ancor di più i favori del pronostico dalla parte dei madrileni, ma Carlo Ancelotti, altro vincente nato, ha l'esperienza necessaria per chiedere la massima attenzione e non farsi condizionare da quel che è stato. "I rischi sono quelli di giocare contro un'ottima squadra, il Lipsia ha dimostrato di esserlo già all'andata creando anche le condizioni per vincere, la partita è trappola se non fai le cose per bene, ma noi pensiamo di farle bene", dice il tecnico blanco che considera la Champions "una competizione speciale", ma non ritiene ancora chiuso il discorso qualificazione: "Per nulla, serve la nostra versione migliore per andare avanti, affrontiamo una squadra che è molto pericolosa nelle transizioni. Ho ancora dubbi di formazione e devo valutare bene". Ci sarà Bellingham, protagonista dell'espulsione nel match di Valencia dopo il gol della vittoria scomparso per il fischio di qualche istante prima dell'arbitro. "Era frustrato per quanto accaduto, ma non ha insultato nessuno", garantisce Ancelotti che, ai microfoni di Sky Sport, parla del fuoriclasse inglese accostandolo a Kakà. "Sì sono d'accordo con Costacurta, ha qualcosa di Kakà. Credo che dall'arrivo di Ricky il ruolo del trequartista sia cambiato. Sono cambiate le caratteristiche di chi gioca in quella zona del campo, adesso ci sono giocatori molto più potenti di allora. Credo che il calcio di oggi sia più evoluto, un giocatore sa fare tante cose, non solo lo specialista del ruolo". Domani ad arbitrare il match ci sarà Davide Massa di Imperia, ma Ancelotti allarga il discorso e dice: "In Champions arbitrano i migliori di ogni campionato, quindi il numero di errori naturalmente si riduce perchè la qualità è più alta. Comunque – spiega in conferenza stampa – non mi piace pensare all'arbitro della partita prima di giocare, nè dopo". Ancelotti non è particolarmente interessato alla possibilità di far parlare gli arbitri a fine partita: "Non so per loro possa essere un bene o meno, credo che ci siano altre persone in grado di stabilire cosa sia meglio". Il suo Real sta aprendo un nuovo ciclo, la squadra è giovane, ma Ancelotti preferisce sottolineare altro: "Il punto chiave è che ho giocatori molto forti, di grande qualità e che vogliono imparare e migliorare per far parte di questo club, danno il massimo per aiutare la squadra ed è questo quello che conta", dice Ancelotti che come ha sempre detto è felice di essere alla guida dei blancos e di avere ancora un futuro col Madrid. "Mi piace il mio lavoro e ancor di più farlo qui al Real, credo che sia il miglior club per fare questo mestiere. Poi in generale nella vita di un allenatore c'è maggiore sofferenza rispetto alla felicità, perchè anche quando vinci ci possono essere persone non felici, magari chi non gioca e questo ti dispiace. La felicità si può condividere con tutti, la sofferenza no, te la devi gestire, è solo tua, ma io sto bene perchè sono nel miglior club del mondo". – foto Ipa Agency – (ITALPRESS). ari/red 05-Mar-24 14:52
Calcio: Ancelotti “Non siamo qualificati, con Lipsia serve miglior Real”
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