David Lynch firma “Interiors by David Lynch. A Thinking Room”, un’installazione progettata dal celebre regista dell’inconscio per l’edizione 2024 del Salone del Mobile.
La stanza per pensare è immersa in un blu profondo. Il pavimento è un mare increspato. Le pareti — alte quattro metri e mezzo, composte da grandi mezze colonne — formano un sipario che al tatto sembra velluto. Solo la grande sedia centrale è in legno, quella che il regista, ha chiamato Big comfortable chair, inserita in un grande trono di legno ha sulla testa sette punti di collegamento a ventuno cilindri dorati. Sarà davvero come entrare in modo esclusivo in un film di Lynch, in una delle sue scenografie perturbanti. «Una stanza in cui sentirsi liberi di immaginare».
Una volta accomodato il visitatore sarà chiamato a reagire a quello che vede, avrà a disposizione un piccolo tavolino, parte integrante del bracciolo destro della maxipoltrona e, nel bracciolo di sinistra, un contenitore con pennelli, matite, inchiostro per fissare su carta i propri pensieri.
Lynch ha disegnato i mobili, con schizzi e disegni immaginifici, e il colore scelto per questa immersione è un “deep blue”, quasi a staccarsi dal caos cromatico che invaderà i padiglioni della fiera nei giorni del Salone, tra divani, sedie, armadi, oggetti cromaticamente marcati.
Nella stanza si entra attraverso una scenografica tenda rossa, frutto di un progetto generale di collocazione dei vari punti eventi del Salone, pensata da Lombardini 22, e dopo la tenda rossa uno spazio intermedio, di sospensione, accoglie i visitatori. Portale, luce, tubi dorati, blu profondo e silenzio, per pensare. Nella stanza ci sono tra simboliche immagini, retroilluminate: uno stabilimento, una immagine di folle, un orologio digitale e un quarto di bue. Intorno un percorso preparatorio fatto da circa una dozzina di schermi grandi 56 pollici in cui ci saranno sequenze dei film del regista canadese che fanno vedere come usa le scenografie e i mobili nelle sue opere.
A curare l’installazione è stato Antonio Monda, insieme alle maestranze del Piccolo Teatro di Milano, circa 40 tra scenografi, falegnami, carpentieri che hanno realizzato i pezzi della stanza.
Lynch ha definito questo spazio progettato per il Salone “Una cosa bella, pensare anche solo di immaginare una stanza del pensiero. Una stanza favorevole al pensiero”.




