Il 12 luglio le autorità statunitensi hanno sventato un tentativo di attentato contro l’ex presidente Donald Trump avvenuto durante il comizio a Butler, in Pennsylvania.
L’episodio ha avuto immediati riflessi politici.
I sostenitori di Trump vedono in questo attentato un’ulteriore prova delle sfide che il loro leader affronta, mentre i critici sollevano interrogativi sulla retorica polarizzante che caratterizza il clima politico attuale. Le indagini sono in corso e le autorità promettono di fare piena luce sul complotto.
La notizia ha infatti scosso profondamente l’opinione pubblica e sollevato numerose teorie complottiste che hanno cominciato a circolare sui principali social media.
Alcuni account, riconducibili a orientamenti politici di sinistra ed esaminati dal Washington Post, hanno parlato di una «false flag operation», di una operazione studiata a tavolino dai sostenitori dello stesso Trump.
Tradotto: far apparire come un martire l’ex presidente e candidato repubblicano alla Casa Bianca ricorrendo a un gesto estremo come l’attentato.
Uno degli hashtag comparsi su X è stato #staged, a sottolineare come se si trattasse di un fatto inscenato, architettato.
Nello schieramento opposto, a destra, c’è chi invece ha additato Joe Biden come «mandante» del tentato omicidio per trarne un vantaggio politico, ora che è sotto nei sondaggi.
A rinfocolare le teorie complottiste più estreme è certamente il clima di polarizzazione che si è radicato all’interno del Paese e che ha spinto una fetta della società ad abbracciare tali realtà alternative.

