Il protocollo d’intesa firmato qualche giorno fa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi sugli interventi di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana dell’area di Bagnoli offrirà al quartiere flegreo prospettive future. Ma non solo. A breve la Direzione generale archivi del MiC metterà a disposizione della comunità anche uno straordinario spaccato della storia ottuagenaria dell’Italsider.
Immagini e memoria. Oltre 25mila fotografie, 7mila diapositive, 51 album, 44 pellicole cinematografiche, 23 nastri videomagnetici e migliaia di negativi mettono insieme la memoria storica dell’acciaieria su cui hanno preso il via, un anno fa, gli interventi di restauro, riordino, descrizione e digitalizzazione finanziati dal ministero della Cultura. Entro l’autunno del 2024, dopo circa 25 anni di chiusura e di abbandono, questo straordinario patrimonio documentario sarà restituito alla città, preservato negli anni dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania.
Fonte insostituibile per lo studio dell’evoluzione tecnologica degli impianti, l’archivio conserva anche testimonianze uniche che documentano la vita degli operai e delle loro famiglie, le attività del dopolavoro, la vivacità degli asili e delle colonie estive. Ed è anche in questo scenario che guarda al passato che si colloca il protocollo firmato su Bagnoli. Da oltre tre anni la Soprintendenza archivistica sta preservando il passato industriale dell’area, mettendo in sicurezza, in collaborazione con Fintecna e con il Commissariato straordinario, che hanno dimostrato dall’inizio della vicenda particolare sensibilità alla tematica e un atteggiamento sempre collaborativo, l’archivio storico dell’Ilva (ben 5 km lineari) grazie a un progetto di ordinamento e inventariazione delle carte, e di digitalizzazione e meta-datazione di oltre 25mila fotografie, riferibili alla storia del più grande complesso siderurgico del Mezzogiorno.
L’archivio, inscatolato in 7.100 contenitori e trasferito in una sede idonea di lavorazione, è composto da documentazione di carattere tecnico e amministrativo prodotta nel corso degli anni e rispecchia le diverse modifiche societarie susseguitesi nel tempo: Italsider, Italsider Spa, Nuova Italsider, Ilva Spa, Bagnoli Spa, Bagnolifutura Spa.
Sull’archivio, dalla fine del 2023, è in corso, grazie al supporto della Fintecna, sotto la vigilanza della Soprintendenza archivistica, le attività di ricognizione, schedatura e inventariazione, precedute dalla spolveratura e sanificazione dei materiali.
La dismissione. Quella dell’ex Italsider è stata una lunga agonia. Il 20 ottobre 1990, con l’ultima colata, fu spenta l’area a caldo del centro siderurgico di Bagnoli, uno dei più grandi d’Europa, la cui costruzione era cominciata 84 anni prima, nel 1906, grazie alla «Legge per il risorgimento economico di Napoli» del 1904, ispirata dal meridionalista Francesco Saverio Nitti. Si compì il destino della «città del ferro». Dalle prime indagini sullo stato di salute dei luoghi e delle acque gli esiti furono allarmanti per la presenza di metalli pesanti e di amianto. Venne istituita la Stu, Società di trasformazione urbana Bagnoli Futura, in parallelo si avviarono i concorsi per tutta una serie di infrastrutture da destinare alla ricerca, ai turisti, nonché un parco dello sport. Un ricco apparato di progetti, molti dei quali non realizzati. Purtroppo, alcune infrastrutture non sono state mai aperte e quindi versano attualmente in preda al degrado. I lunghi conteziosi giudiziari sulle bonifiche e l’incendio doloso del 4 marzo 2013, che ha apportarono danni anche a Città della Scienza, calarono il sipario sulla Stu rallentando ulteriormente la rinascita del luogo.
Il nuovo assetto organizzativo, che vede come Commissario Straordinario di Governo la figura del sindaco di Napoli, e come soggetto attuatore la società Invitalia a partecipazione totalitaria dello Stato ha dato nuovo impulso alla bonifica: nel 2019 si arriva all’elaborazione dello Stralcio del Programma di Risanamento Ambientale e di Rigenerazione Urbana (PRARU), modificato nel 2021 e quindi alla pubblicazione degli esiti del nuovo concorso per Bagnoli. Tra il 2022-23 è stato chiuso il cantiere di rimozione dell’Eternit e sono attualmente in via di completamento le bonifiche a terra. Qualche giorno fa, il protocollo d’intesa tra Governo e Città di Napoli. Sarà la volta buona?
Foto: archivio.cultura.gov.it



