Olimpiadi: non solo gare, ma regole, curiosità e qualche follia

venerdì, 26 Luglio 2024
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Giochi olimpici di Parigi al via. Dietro le gare però c’è molto altro: servizi di sicurezza, ospitalità, diplomazia, turismo, business, risvolti sociali e numerose curiosità.
Giochi proibiti. Gli atleti potranno postare audio e video fino a due minuti per post dei Giochi Olimpici. Lo stabiliscono le linee guida ufficiali del Cio sui social e sui media digitali per consentire agli atleti di condividere la loro esperienza sui loro profili personali, proteggendo allo stesso tempo i diritti dei titolari dei diritti dei media. Gli atleti possono pubblicare le registrazioni delle cerimonie di apertura e chiusura, del Villaggio Olimpico, dei luoghi di gara e di allenamento, nonché delle aree di allenamento. Le sedi delle competizioni sono aperte per la registrazione degli atleti fino a un’ora prima dell’inizio della competizione e dopo che hanno lasciato la zona mista o la stazione di controllo antidoping. Le regole sono in vigore dall’apertura del Villaggio Olimpico, dal 18 luglio fino alla chiusura del 13 agosto. Il Cio ha già istituito un servizio di protezione dal cyberbullismo. Segnala in tempo reale eventuali contenuti offensivi rivolti agli atleti sui social. Nel Villaggio Olimpico sarà inoltre presente uno spazio dedicato alla salute mentale dove personale specializzato fornirà supporto e consulenza agli atleti vittime di cyberbullismo. Secondo il Cio, inoltre, gli atleti saranno liberi di esprimersi liberamente in tutti i momenti tranne che in cinque: le cerimonie di apertura e di chiusura, le cerimonie di consegna delle medaglie, durante le gare e durante la permanenza nel Villaggio Olimpico. Le aree miste in cui interagiscono con i media, i centri stampa, le conferenze stampa, le interviste, le riunioni di squadra, i media tradizionali o digitali, i social network e i momenti pre-gara (call room, presentazione degli atleti, ecc.) saranno i luoghi appropriati per gli atleti per difendere i loro punti di vista, ma sempre a determinate condizioni. Tra queste, gli atleti devono rispettare i principi fondamentali dell’olimpismo, astenersi dall’attaccare individui, organizzazioni o Paesi, seguire le istruzioni del proprio comitato olimpico o della propria federazione ed evitare “comportamenti di disturbo”, secondo le regole pubblicate dal Cio. Il comportamento di disturbo comprende, ad esempio, “fare commenti durante la presentazione o l’inno” di altri atleti, o esporre una bandiera o uno striscione in quel momento. Il mancato rispetto di queste regole può comportare un’azione disciplinare proporzionata all’infrazione. Le restrizioni mirano a trovare un equilibrio tra la libertà di espressione e il mantenimento di un ambiente rispettoso e competitivo durante Parigi 2024.
Rifugiati. C’è una nazione di cento milioni di persone, tutte apolidi, ai Giochi di Parigi 2024, e il Cio le ha concesso l’onore di sfilare alla cerimonia di venerdì dietro la Grecia, culla dell’olimpismo: è la nazione dei rifugiati, rappresentata nelle gare olimpiche da una squadra di 37 atleti per 12 discipline, break dance compresa, originari di Iran, Afghanistan, Sud Sudan, Eritrea, Camerun, Congo, Cuba, Venezuela, Darfur, Etiopia: paesi in guerra o sotto il peso di regimi e di leggi autoritarie, da cui sono fuggiti in cerca di una vita migliore. Sono 23 uomini e quattro donne; ben 13 arrivano dall’Iran. La prima volta fu a Rio 2016. Da allora il Cio ha ampliato il programma di assistenza e la squadra per Parigi è cresciuta nei numeri. Per loro, c’è il supporto di un programma specifico: quattro giorni prima di sbarcare a Parigi, sono stati ospiti della Normandia. Per tutti loro, Parigi è un sogno sportivo, per i 100 milioni che rappresentano una luce di speranza.
Allerta chiodi. La questione sembra seria dopo la diffusione sui social di appelli a lastricare di chiodi le corsie preferenziali riservate alla circolazione dei veicoli accreditati dal Cio. Diversi tassisti parigini, che hanno anch’essi il diritto di prendere le preferenziali in questione con permesso speciale durante il periodo olimpico, affermano di essersi ritrovati con le gomme a terra. Secondo il giornale Le Parisien, che ha dedicato un ampio spazio alla vicenda un appello a lasciare chiodi sul selciato è stato lanciato sul profilo X Zbeul 2024 (“Contro i Giochi Olimpici e il mondo che li rende possibili, lasciamo scoppiare le nostre rabbie, lasciamo fiorire i sabotaggi”, è il testo di presentazione del controverso profilo), il 17 luglio scorso. Nel tweet, corredato da foto di chiodi di diversa dimensione e fattura, vengono indicati ”alcuni suggerimenti di vendetta affinché gli atleti e i loro agenti di sicurezza restino bloccati sul périph (dal boulevard Périphérique, il grande raccordo anulare che circonda Parigi) nel loro taxi con le gomme bucate in modo che non possano raggiungere lo stadio”.

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