Allerta Nasa: rischio black out mondiale

sabato, 27 Luglio 2024
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Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha riportato il verificarsi di un avvenimento tanto straordinario quanto pericoloso: il brillamento di plasma scuro, più freddo del solito, ha eruttato sulla superficie del Sole.

Il fenomeno ha inevitabilmente catturato l’attenzione dell’agenzia americana National Oceanic and Atmospheric Administration, che da poco si è espressa sulla questione.

Secondo la NOAA, il brillamento solare, etichettato come “freddo” per la sua temperatura insolitamente bassa rispetto alla media solare, porta con sé il rischio di serie conseguenze.

Difatti, com’è intuibile le tempeste solari sono fenomeni naturali causati dall’attività del sole, ma più nello specifico dalle espulsioni di massa coronale e dai brillamenti solari. Le Cme sono enormi bolle di radiazioni e particelle cariche, che vengono espulse nello spazio quando le linee del campo magnetico del Sole si riorganizzano improvvisamente.

Queste particelle, viaggiando a velocità elevate, possono raggiungere la Terra e interagire con il suo campo magnetico, causando tempeste geomagnetiche. Le tempeste geomagnetiche possono avere una serie di effetti sulla Terra, variando dai disturbi alle comunicazioni radio alle aurore polari visibili a latitudini più basse del solito.

I rischi più importanti della tempesta includono i Blackout elettrici, in quanto le correnti geomagnetiche indotte possono danneggiare i trasformatori delle reti elettriche, causando blackout estesi.

Si potrebbero verificare anche Interferenze nelle comunicazioni: le tempeste geomagnetiche possono disturbare le comunicazioni satellitari e radio, influenzando le operazioni aeree e marittime. I sistemi Gps possono subire imprecisioni, complicando le attività di navigazione.

Per non parlare dei danni ai satelliti. L’incremento delle particelle solari può danneggiare i componenti elettronici dei satelliti, portando a malfunzionamenti o addirittura alla perdita di controllo di questi dispositivi cruciali per la comunicazione e la sorveglianza.

In tal senso il fisico solare Mauro Messerotti, associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste si è espresso sulla questione, fornendo alcuni tecnicismi sulla questione: “ In associazione al brillamento, c’è stata anche un’eiezione di massa dalla corona solare partita da una regione attiva che si trovava quasi al centro del disco solare. – ha affermato Messerotti- Si è così formata un’enorme bolla di plasma, ovvero gas altamente ionizzato, che col suo campo magnetico si è diretta verso la Terra”.

L’allarme Nasa ha creato un certo scompiglio all’interno dell’opinione pubblica e tra gli scienziati stessi, ma eventi simili hanno una caratteristica centrale: la ciclicità.

Basti pensare al Carrington Event del 1859 che rimane il più potente brillamento solare registrato nella storia umana. All’epoca causò aurore visibili fino ai Caraibi e interruzioni telegrafiche su vasta scala.

Tuttavia è opportuno sottolineare che in un’era dominata dalla tecnologia, un evento di tale magnitudo oggi potrebbe avere conseguenze molto più gravi e in alcuni casi, irreversibili.

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