Parigi. Pugilato Woke. Angela Carini non si batta. Fermi questa deriva

mercoledì, 31 Luglio 2024
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Non amo il pugilato, l’ho sempre considerato uno sport nobile, antico, ma violento. Anche se qualche volta da piccolo mi sono soffermato con emozione a vedere in tv l’arte plastica di Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay, o con mio padre, ho fatto le notti per tifare l’idolo tricolore Benvenuti, assistere allo spettacolo cruento di due persone che si massacrano il viso e non solo, con tanto di sangue e spettatori eccitati, mi faceva senso (simpatizzavo sempre per il perdente). E mi faceva tristezza, anche per le conseguenze in termini di salute fisica e psichica che hanno funestato la vita di molti pugili dopo l’attività agonistica.

Una violenza, pur mitigata da tante regole, che però aveva come ha, la forza della verità.

Tradotto: la legge del più forte in base alla natura.

Sì, proprio la natura. Quel valore che oggi l’ideologia radical, liberal, e in particolare l’ideologia della mente, vuole sostituire, cassare, costruendo relazioni e allargando, una società a mio modo di vedere, alterata, malata.
Domani 1agosto a Parigi, l’italiana Angela Carini, una pugile molto brava, salirà sul ring olimpico e incrocerà i guantoni con Imane Khelif, pugile dell’Algeria.

Chi questa signora? In realtà è un signore, biologicamente maschio.

Un nome ignoto ai tanti, ma noto agli addetti ai lavori. E qualcuno, ovviamente non molti, si sono indignati e preoccupati. “Finge di essere donna”, così ha dichiarato Umar Kremlev, il presidente dell’International Boxing Association (Iba), a seguito dei test del Dna per la determinazione del sesso a cui sono obbligatoriamente sottoposti i pugili. Test che, infatti, hanno di fatto escluso Khelif dal recente mondiale di boxe in quanto dal suo Dna è emersa la presenza di cromosomi XY, tipici del sesso biologico maschile.

E se è di fatto un uomo, come può competere ad armi pari, sempre in nome della natura, della legge del più forte, con la nostra Angela Carini, biologicamente donna?

Semplice, è possibile per l’ideologia imperante e predominante alle Olimpiadi parigine: l’inclusione a tutti i costi. Bypassando l’Iba, come spiega Il Giornale, e creando una commissione ad hoc, la Boxing Unit di Parigi 2024, dà molta libertà ai Paesi di valutare i propri atleti, e inoltre, alle Olimpiadi non vengono effettuati test sul sesso. Ne consegue: Imane Khelif si sente una donna? Benissimo, può salire sul ring e prendere a pugni le malcapitate avversarie nel tentativo di agguantare l’oro. Morale, vedremo lo spettacolo di un uomo biologico che malmena una donna.

Questa è la Francia, “questi sono i valori repubblicani”, questa è la famosa riconciliazione nazionale strombazzata da Macron. Questo è il mondo fluido, il mondo arcobaleno di cui la Francia, riesumando la Grandeur, vuole farsi paladina. La vittoria della mente sulla natura, uno scontro di civiltà ormai in atto e devastante, veicolato proprio negli spettacoli e nelle manifestazioni di massa, come ad esempio Sanremo, per affermare meglio tale ideologia.
Non bastava la dissacrazione degli altri valori, quelli cristiani, alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, il ridicolizzare le radici vere dell’Europa, riesumando il paganesimo e le feste dionisiache.
E soprattutto, dove stanno le femministe? Protestano, protesteranno per un esito cruento impari, come sarà il confronto sportivo tra i due pugili?

Un consiglio ad Angela Carini: non si batta. Usi il suo corpo e il suo no per impedire uno scempio e una violenza annunciata. Bisogna smontare il mondo di domani.

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