Caso Carini – Khelif, Vannacci: “Si rende soggettivo ciò che è obiettivo, il CIO è politicizzato”

venerdì, 2 Agosto 2024
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Il caso Carini-Khelif continua a far parlare di sé e tra le prime reazioni politiche sui social c’era stata anche quella del generale Roberto Vannacci. L’europarlamentare della Lega raggiunto da “Lo Speciale” ha voluto approfondire il suo punto di vista sulla vicenda, riducendo anche le polemiche delle ultime ore che accusavano Angela Carini di aver simulato l’eliminazione enfatizzando la situazione sul ring.

Generale che idea si è fatto del caso Carini – Khelafi? C’è chi dice la reazione dell’atleta azzurra sia stata esagerata e che anche in passato si era ritirata dai mondiali del 2022 tra le polemiche…

“Io non ne faccio un discorso soggettivo, ne faccio una questione obiettiva per l’equità dei Giochi. L’atleta algerina era stata squalificata dall’IBA dai mondiali 2023 quando a seguito di un’indagine genetica erano stati scoperti cromosomi XY”.

Pensa che l’ammissione sia stata favorita dal fatto che in Francia ci sono molti algerini?

“Non ho dati per rispondere, ma per me la nazionalità non conta nulla poteva anche essere norvegese”

L’atleta algerina però ha perso con diverse donne in passato, anche alle Olimpiadi di Tokyo.

“Non facciamo osservazioni stupide, se io combatto contro le donne ma sono un brocco posso anche perdere. Il fatto che lei abbia perso contro delle donne non la qualifica come una donna. Anche se ci hanno combattuto altre atlete non cambia nulla per la sua genetica, non è un qualcosa di soggettivo ma di obiettivo”.

Cosa crede che si possa fare per migliorare la situazione?

“Mark Adams portavoce delle olimpiadi ha detto qualcosa di gravissimo, che deve finire il tempo dei test genetici per determinare il sesso delle atlete. Oggi con un test sappiamo se siamo XX o Xy, ma non si vuole fare perché si vuole prepondere verso l’aberrazione della percezione che prevale sulla realtà piuttosto che verso un dato obiettivo e incontrovertibile, appunto la realtà ”.

La politica Europea può intervenire per avere linee guida chiare?

“Il parlamento europeo si occupa di legiferare non di fare regolamenti delle Olimpiadi, ma io ho l’idea che il CIO sia altamente politicizzato. I trans sono stati esclusi da sei discipline olimpiche come ad esempio per l’Atletica Leggera, ma non per la boxe. Qui si aggiunge all’iniquità il rischio, in un match di MMA un’atleta trans ha spaccato il cranio all’avversaria donna e questo non deve poter accadere. Lo sport è rispetto e lealtà verso l’avversario, bisogna gareggiare ad armi pari. Non si possono fare competere persone che hanno una genetica che le può indubbiamente  avvantaggiare”.

 

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