Le elezioni presidenziali statunitensi continuano a produrre colpi di scena che riescono a stupire tanto l’elettorato americano quanto il parterre giornalistico degli States. Difatti è stato lo stesso Time, con percepibili note di stupore, a descrivere l’attuale posizionamento politico della Harris, che ad oggi ha subito una svolta inaspettata .
Il settimanale, oltre ad aver dedicato l’ultima copertina alla candidata dem, ha descritto questo preciso momento della corsa presidenziale con la locuzione “her moment”.
Il Time ha spiegato come la discesa in campo in extremis della candidata democratica al posto di Joe Biden sia stata una sorta di “ripresentazione” della vice presidente, che non ha goduto di una grande popolarità durante il suo mandato.
“Per anni, i funzionari democratici hanno messo in discussione le sue capacità politiche, i commentatori l’hanno presa in giro e i sondaggi hanno suggerito il suo appeal limitato”, si legge nell’articolo che ha sottolineato come, “stando alle ultime settimane, il partito ha sottovalutato Harris“.
Ad oggi per la prima volta, la Harris ha acquisito un vantaggio rispetto a Trump. Secondo un sondaggio condotto dal Financial Times e dall’University of Michigan, gli elettori mostrano di avere più fiducia nella Dem che in Donald Trump.
“All’improvviso lei sembra essere la risposta giusta in questo momento: un ex procuratrice contro un pregiudicato, una paladina dell’aborto con un uomo che ha aiutato la sentenza che ne ha abolito il diritto costituzionale, una democratica della nuova generazione contro un repubblicano di 78 anni”, ha affermato il Time.
Tuttavia il settimanale ha ribadito più di una volta che “Trump appare avere un cammino più netto verso i 270 voti elettorali”, oltre al fatto che la democratica si troverà a rispondere dei problemi più gravi dell’amministrazione Biden, come l’inflazione e ‘immigrazione”.
“La vice presidente, -conclude il settimanale- , ha così meno di 90 giorni per provare di saper trasformare lo slancio della sua discesa in campo in una campagna tosta e intelligente per battere l’ex presidente che ha il sostegno di una solida base ed una grande capacità comunicativa”.
Il vantaggio di Harris è minimo, si tratta del 42% contro il 41%. Tuttavia il sondaggio ha una rilevanza tutt’altro che marginale, in quanto segna un radicale cambiamento nel sentimento dell’elettorato, a seguito del ritiro di Joe Biden dalla corsa per la Casa Bianca.
Basti pensare che prima del ritiro del presidente, il 21 luglio scorso, solo il 35% degli elettori si fidava della sua gestione dell’economia, nonostante i buoni risultati ottenuti dalla sua amministrazione, contro il 41 che si fidava di Trump.
Un ulteriore punto di svolta sarà registrato il 10 Settembre, quando i due candidati si troveranno face to face. Durante il dibattito televisivo in prime time tra i due candidati alla Casa Bianca, entrambi i candidati saranno fisicamente presenti, come ha precisato su X la rete televisiva che ospiterà il confronto, la ABC News.
Qualche giorno fa, parlando a Fox News, Donald Trump aveva detto: “Perché dovrei dibattere con Kamala Harris? Guido i sondaggi, tutti sanno chi è lei e chi sono io”.
Oggi il candidato repubblicano ha cambiato evidentemente strategia, e anzi propone di fare oltre al dibattito del 10, ben altri due dibattiti televisivi a Settembre. Secondo alcuni commentatori americani questo sarebbe il segno delle evidenti difficoltà che l’ex presidente statunitense sta incontrando nelle ultime due settimane.
I dati e i sondaggi riportati sono reperibili rispettivamente dal sito dell’Università del Michigan e del Financial Times.



