Israele cambia completamente le regole d’ingaggio del conflitto con un’azione clamorosa e spettacolare. Nel pomeriggio del 17 settembre, migliaia di cercapersone addosso ai miliziani di Hezbollah sono scoppiati simultaneamente causando 11 morti e ben 4mila feriti. Le esplosioni dei dispostivi in adozione ai combattenti di Dio sono state innescate a distanza. Purtroppo, il bilancio di un’iniziativa così rivoluzionaria, che segna un deciso salto di qualità nell’uso della tecnologia, è molto grave. Le telecamere hanno ripreso le esplosioni in centinaia di luoghi, persino nei negozi e nei supermercati. Colpito l’ambasciatore iraniano in Libano, una bambina di 10 anni, il figlio di un deputato di Hezbollah, tre esponenti della milizia sciita. Lo Stato ebraico sarebbe quindi riuscito a violare i sistemi di comunicazione dell’organizzazione.
L’ordigno di tipo Claymore, utilizzato dal Partito di Dio, è dotato di un detonatore a distanza. Ed è qui che gli hacker israeliani hanno agito. Le ipotesi più verosimili parlano di un carico di dispositivi intercettati dagli israeliani che avrebbero successivamente provveduto a farli consegnare. Secondo i tecnici, gli hacker avrebbero attivato un virus per surriscaldare le batterie fino al punto di determinare lo scoppio dei cercapersone oppure avrebbero inserito pochi grammi di esplosivo in una batteria fasulla o all’interno della guarnizione. Secondo alcune fonti, l’agenzia di spionaggio israeliana ha posizionato una quantità di Petn, un materiale altamente esplosivo, sulle batterie dei dispositivi e li ha fatti esplodere aumentando la temperatura delle batterie da lontano.
In precedenza, il Wall Street Journal aveva riferito che alcuni membri di Hezbollah avevano sentito i loro cercapersone surriscaldarsi e li avevano eliminati prima della serie di esplosioni. Al Jazeera cita una fonte della sicurezza libanese che afferma che il peso dell’esplosivo inserito in ogni dispositivo era inferiore a 20 grammi e che i cercapersone fatti saltare in aria erano stati importati cinque mesi fa. Ora il rischio che il conflitto possa espandersi in maniera irreversibile, sia a Gaza sia in Libano, è molto alto.
Israele in realtà non è nuova a questo tipo di azioni militari. Il Mossad ci mise nove anni a rintracciare il criminale nazista Adolf Eichmann, riparato in Argentina nel 1948 e sfuggito al processo di Norimberga, ma lo catturò e lo giustiziò nel 1962. Con l’operazione “Ira di Dio” i servizi israeliani riuscirono a rintracciare e a eliminare quasi tutti i terroristi palestinesi di Settembre Nero che nel 1972 prese in ostaggio e uccise una parte degli atleti dello Stato ebraico partecipanti alle Olimpiadi di Monaco. L’operazione durò vent’anni.



