Ddl Sicurezza. Stato di Polizia o più tutela? E’ botta e risposta

venerdì, 20 Settembre 2024
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Con 162 voti a favore, 91 contrari e tre astenuti, il ddl Sicurezza è stato approvato alla Camera. Ora, il disegno di legge varato dal governo Meloni passa al Senato. Sono molte le misure su cui l’esecutivo ha deciso di puntare per la salvaguardia e la sicurezza dei cittadini, che lo Stato in primis deve tutelare. Diversi i punti di forza: una stretta sulle manifestazioni e sulle proteste, punizioni più severe per diversi reati, regole più dure per carceri e migranti, più tutele per le forze di polizia. Queste le misure principali, considerando che sulla carta il ddl potrebbe ancora cambiare al Senato. Un disegno legge che indubbiamente divide. Sulla normativa e sull’inasprimento delle pene infuria l’opposizione che vede nel metodo repressivo non la soluzione ma il problema. Nessuno stanziamento delle risorse e nessun rafforzamento poi degli organici di polizia e magistratura sono il vero nodo su cui permea il ddl del governo Meloni. Un vero “Stato di Polizia” tuonano dai banchi dell’opposizione. Intanto Palazzo Chigi abbatte le critiche dei movimenti di lotta, delle associazioni, del sindacalismo, dell’ ampia galassia garantista e va avanti ostinatamente nei suoi obbiettivi di tutela e rispetto della sicurezza dei cittadini. A poche ore dall’approvazione alla Camera però sono già in corso mobilitazioni sui territori. Perfino l’Osce, l’organizzazione per la sicurezza in Europa, ha scritto, manifestando grande preoccupazione: «La maggior parte di queste disposizioni ha il potenziale di minare i principi fondamentali della giustizia penale e dello Stato di diritto». Questo disegno di legge da “Stato di polizia” trova, infatti, secondo l’organismo europeo le sue radici nella volontà verso la corsa al riarmo e non certo alla sicurezza e da più parti il grido è lo stesso: il rischio del disegno di legge è di restringere gli spazi di espressione del dissenso con nuove regole più dure specie negli ambienti più poveri dominati da marginalità disagio e degrado dove ci sarebbe bisogno invece di rafforzare di più la presenza dei servizi sociali e di sostegno.

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