Il commissario tecnico della nazionale Luciano Spalletti, commentando la partita tra Itala e Israele, aveva detto: «Sono contento di giocare a Udine anche se avrei preferito un clima migliore. Il calcio dovrebbe essere gioia». Aveva visto giusto perché alla vigilia della gara, una semplice partita di calcio in una banale competizione europea si sta caricando di tensione con lo stadio blindato e la metà dei biglietti invenduta.
Nella notte è spuntata, infatti, una scritta antisemita nei pressi di Palazzo d’Aronco, sede del Comune: «Comune di Udine complice del genocidio palestinese #banIsrael #nopatrocinio». Contenuto più che eloquente. Intanto nel pomeriggio, alle 17, è in programma un corteo di protesta pro-Palestina lungo le vie del centro. La stessa scritta spray è apparsa anche davanti alla sede della Regione in via Sabbadini. Sul posto è intervenuta la Digos. Le forze dell’ordine, anche con l’ausilio delle telecamere di videosorveglianza, hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili. Operai sono già al lavoro per rimuoverla. La Regione e di recente anche il Comune di Udine hanno concesso il patrocinio alla partita di calcio.
«Ci troviamo di fronte a una manifestazione di antisemitismo – ha commentato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga – gli autori di questo gesto possono raccontarla come vogliono, ma quando si contesta il patrocinio a una partita di calcio semplicemente perché giocano persone d’Israele, e di religione ebraica, si cade nel puro ed evidente antisemitismo che deve sempre essere condannato e combattuto con forza. Non ci sono giustificazioni».
Nell’altra metà di campo c’è Ran Ben Shimon, allenatore di Israele, il quale ha dichiarato al Corriere della Sera: «Vediamo e sentiamo tutto, non è facile ma per 90 minuti dobbiamo tenere dentro di noi ogni sensazione».
Foto: chabad.it
