“Berlinguer – La grande ambizione”, il film in cui Elio Germano dà lezione alla sinistra di oggi | Video

giovedì, 17 Ottobre 2024
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“Berlinguer – La grande ambizione” è il film d’apertura della Festa del Cinema di Roma, un omaggio sentito di Andrea Segre al più grande statista della sinistra italiana Enrico Berlinguer ed indimenticato segretario del Partito Comunista Italiano. Il tappeto rosso non diventa un’occasione di sfilata per i leader politici, ma sorprende una massiccia presenza della destra: dal presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone fino al capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri, mentre per la sinistra c’è il solo Nicola Fratoianni tra i nomi di spicco. Chi si aspettava una presenza della segretaria del PD Elly Schlein è rimasto deluso.

Il film di Andrea Segre è una riscoperta per chi ha vissuto gli intensi anni di ascesa del Partito Comunista Italiano, mentre per i giovani un’occasione di avvicinarsi ad una politica diversa da quella dell’oggi. La lettura più interessante su questo aspetto la offre Elio Germano, straordinario nell’interpretare con fisico, movenze e parole il segretario, nel corso dell’incontro stampa all’Auditorium: “L’ambizione è che questo film possa portare qualche elemento di discussione nel paese. Non penso che sia un’illusione perché è la possibilità tracciata nella vita verso un mondo migliore e una modalità diversa di fare il proprio mestiere. Questo è scritto anche nella nostra costituzione come contributo materiale e immateriale, oggi siamo una serie di individualisti  che pensano solo al piacere personale. Disdegnamo questa cosa. La grande ambizione è pensare a uno stipendio minore ma con l’ambizione di stare meglio al mondo. È un discorso fuori da ogni partitismo. Berlinguer era un segretario e in questa parola c’è il significato più completo della sua politica grande perché pensava a tutti, oggi c’è una voglia di essere leader a tutti i costi. Berlinguer era un uomo dell’ascolto”

Parole quelle di Elio Germano che cozzano come stilettate non tanto verso la destra di oggi, che con visioni molto differenti tra il liberismo di Forza Italia e la sua parte più estrema con FDI e LEGA sta comunque guidando il paese, quanto più verso le variegate opposizioni che insieme potrebbero batterla ma litigano una settimana sì e l’altra pure. Elly Schlein, colei che è stata chiamata a guidare la forza di opposizione principale è una segretaria che del segretario Berlinguer non ha nulla: personalismi a favore della collettività e una voglia di strafare che spesso non piace agli alleati. Non parliamo di Giuseppe Conte, che ci tiene ad essere chiamato leader o presidente e che è lontano invece dallo stile berlingueriano. Gli elettori della sinistra avrebbero magari voluto vederli l’uno al fianco dell’altro a questa prima mettendo da parte dissapori e giravolte su vigilanza RAI e Referendum di Cittadinanza.

La lezione maggiore del film su Berlinguer è sì per i giovani mostrando loro che una politica diversa è possibile, ma soprattutto ai protagonisti dei Palazzi di oggi: come ribadito anche da Germano per una ricostruzione della politica di oggi bisogna ripartire dalla ricostruzione sociale. Film come “Berlinguer – La grande ambizione”, pur con alcune lacune sulle ombre immancabili nel personaggio come in ogni tipo di operazione cinematografica, sono il servizio che la settima arte è chiamata a fare. Il finale con gli incontri segreti tra Moro e Berlinguer e la morte del presidente della DC sono quanto di più azzeccato nell’opera, vogliono essere un monito di ciò che poteva essere e non è stato.

La musica di Pierangelo Bertoli con “Eppure Soffia” sono colonna sonora di un’omaggio alla riscoperta di ideali che si ha il dovere di inseguire, di tempi futuri che si possono immaginare, di azioni volte a provocare il benessere del prossimo. In una politica che oggi litiga, si scontra spesso nel silenzio assordante del frastuono dato dalla mancanza dell’ascolto

Il video di Elio Germano sul red carpet

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