I sindacati e le opposizioni avevano dichiarato che avrebbero studiato il testo della Manovra approvata dal Consiglio dei ministri per decidere cosa fare. Ora CGIL e UIL hanno deciso: il 29 novembre hanno indetto lo sciopero generale (con una manifestazione di piazza) perché la Manovra è insufficiente e non affronta adeguatamente temi urgenti come il supporto ai salari, la sicurezza sul lavoro, l’equità fiscale e non prevede alcun rilancio della sanità pubblica.
Il taglio del cuneo fiscale, ad esempio, non porterà aumenti reali negli stipendi di gennaio, come sottolineato dal segretario della UIL, Pierpaolo Bombardieri, che ha lamentato un impatto minimo per i lavoratori, in particolare per chi percepisce redditi più bassi: “Abbiamo raggiunto un obiettivo sul cuneo fiscale, ma il suo mantenimento non dà un euro in più nelle buste paga di gennaio”.
Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, ha rincarato la dose, definendo la Manovra “ingiusta e pericolosa”, evidenziando come i tagli alla sanità, scuola e servizi pubblici non facciano altro che aumentare le diseguaglianze nel Paese. Landini ha anche invitato giovani e lavoratori a partecipare alla mobilitazione in piazza.
Le dichiarazioni dell’opposizione, Fratoianni: “Governo incapace di affrontare temi centrali”
Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ha parlato di lotta alla povertà e della necessità di salari dignitosi insieme allo sviluppo di politiche industriali. Il leader ha parlato a margine di un incontro con la CGIL: “La manovra non risponde alle urgenze del Paese, in particolare per quanto riguarda i salari e la povertà. Il governo non ha fatto abbastanza e i tagli previsti aumenteranno le disuguaglianze in Italia. C’è bisogno di interventi più significativi per affrontare la crisi del settore automotive, cruciale per la transizione ecologica. Questi tagli sono una scelta preoccupante, in un momento in cui l’industria ha bisogno di sostegno”.



