Appena sei parole, ma sono dinamite pura: «Questi giudici se ne devono andare». Così Elon Musk, uno degli artefici della vittoria di Donald Trump, commenta su X la decisione del Tribunale di Roma di annullare il nuovo trasferimento dei migranti nei centri albanesi.
Questa nuova incursione dell’uomo più ricco del mondo nei rapporti tra politica e magistratura in Italia (la precedente avvenne a proposito del processo a Matteo Salvini) sta già provocando un putiferio politico. Il primo a scendere in campo è Ernesto Carbone, membro laico del Consiglio Superiore di Magistratura, il quale giudica «pericolose» le parole del miliardario: «Questi nuovi oligarchi che sfruttano mondi nuovi (come lo spazio, l’etere i social e le nuove tecnologie) per controllare la politica mondiale sono un pericolo per la democrazia. Dopo un’incursione nella politica tedesca oggi il “giurista” Elon Musk entra in modo violento criticando un potere dello Stato. Tutto questo è inaccettabile ma soprattutto pericoloso».
Pieno appoggio al patron di Tesla e Space X viene invece da Salvini: «L’ennesima decisione dei giudici che impedisce di allontanare i clandestini dal territorio italiano non è uno schiaffo al governo bensì una scelta che mette in pericolo la sicurezza e il portafogli degli italiani».
Il combinato disposto Musk/Salvini ha tutte le caratteristiche per far saltare i nervi a giudici e sinistre. E nel giro di pochi minuti si moltiplicano le bordate politicamente corrette al miliardario amico di Trump. Parole durissime arrivano da Simona Bonafé, capogruppo del Partito democratico alla commissione Affari costituzionali della Camera, Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo, Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra. Ma tante altre dichiarazioni di fuoco verranno sicuramente da sinistra nel corso della giornata.
Un qualche imbarazzo le parole di Musk lo creano però anche nella maggioranza. Maurizio Lupi considera «inopportune» le parole del miliardario sudafricano perché a suo giudizio «alimentano uno scontro con la magistratura che il governo non vuole».
Resta da capire perché Musk se la prende così tanto con i giudici italiani. Forse ha capito che in questo momento rappresentano la vera opposizione al governo della sua “amica” Giorgia Meloni. Sicuramente sono un segno di attenzione all’Italia. Ma, altrettanto sicuramente, sono il sintomo che, con l’elezione di Trump, ci ritroveremo presto sull’ottovolante. Teniamoci forte e buon divertimento a tutti.



