Italia-Spagna, la sospensione di Schengen non sarà rinnovata

giovedì, 22 Ottobre 2026
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I ministri dell’Interno Piantedosi e Grande-Marlaska hanno concordato di non rinnovare le sospensioni in vigore nei due Paesi. La decisione arriva dopo il confronto tra Meloni e Sánchez al Consiglio europeo.

Le sospensioni di Schengen oggi in vigore tra Italia e Spagna non saranno prolungate. Lo hanno concordato i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska in un colloquio telefonico, organizzato dopo l’incontro tra i premier a margine del Consiglio europeo. Secondo il Viminale, la scelta nasce da un’analisi della situazione e sarà accompagnata da un rafforzamento dello scambio di informazioni per garantire la sicurezza dello spazio comune.

Il passo indietro dopo oltre due mesi. Al vertice di Bruxelles Meloni e Sánchez hanno siglato una tregua, con i controlli reciproci destinati a cadere dopo oltre due mesi di sospensione. La premier ha spiegato di aver deciso con il collega di far lavorare i ministri dell’Interno per sostituire le misure in vigore con altre forme di cooperazione, mantenendo il monitoraggio. Nella linea italiana resta quindi il tema della vigilanza, mentre per Madrid il superamento dei controlli era una richiesta fin dall’inizio.

Come era cominciata. La crisi nasce dagli ingressi di migranti a Ceuta, l’exclave spagnola in Marocco, a fine luglio. Il governo italiano ripristinò dal 1° agosto, per un mese, i controlli di frontiera con la Spagna. Poiché i due Paesi non confinano, la misura riguarda i documenti dei passeggeri su navi e aerei provenienti dalla Spagna. Si trattava di una possibilità prevista dalle norme europee, spesso descritta come “sospensione di Schengen”.

Lo scontro con Madrid. La Spagna definì ingiusti i controlli italiani e ne chiese la rimozione entro il 9 agosto, mentre Roma rispose di non accettare ultimatum. Madrid introdusse a sua volta controlli sui voli e sulle navi dall’Italia a partire dalla mezzanotte tra venerdì 7 e sabato 8 agosto. Secondo il governo spagnolo, circa 70mila dei 72mila migranti entrati a Ceuta erano già rientrati in Marocco. Alla fine di agosto l’Italia prorogò i controlli di quindici giorni, e Madrid decise di rispondere allo stesso modo.

Le proroghe. Il dossier è rimasto aperto per tutto l’autunno. Alla fine di settembre il Viminale motivò una nuova proroga di quindici giorni con elevati profili di rischio per la sicurezza interna e con un possibile pericolo di infiltrazioni terroristiche. A metà ottobre è arrivata un’ulteriore proroga di sette giorni, per consentire ai due governi di coordinarsi.

Cosa resta aperto. Il disgelo non cancella le divergenze sui migranti in sede europea: al Consiglio c’è stato uno scontro sul testo delle conclusioni, con Danimarca, Italia e Polonia che hanno chiesto un meccanismo di consultazione sulle politiche nazionali con effetti sugli altri Stati. Sui risultati dei controlli,  le verifiche sono state circa 700mila, con 31 respingimenti e 6 arresti.

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