La nomina di Raffele Fitto a commissario e vicepresidente esecutivo della Commissione europea è importante per l’Italia. L’iniziativa di sostegno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al commissario italiano indicato dal governo Meloni è quanto mai significativa, è una vera investitura. Invitando Fitto al Colle, il Capo dello Stato ha voluto inviare a Strasburgo un messaggio chiaro in un momento di stallo istituzionale che sta producendo effetti a Roma fra centrodestra e Pd.
È evidente che Mattarella abbia voluto parlare sia a Ursula von Der Layen sia al partito più del grande del centrosinistra, che si è dimostrato alquanto freddo nel sostegno a Fitto nella diatriba tutta europea tra popolari e socialisti, che di fatto ha sgranato la maggioranza della Commissione europea. Un’opportunità per la premier Meloni, dal palco del comizio di Perugia in prossimità delle elezioni regionali in Umbria, ha colto quando ha attaccato la segretaria dem perché «il Pse, del quale il Pd è il gruppo di maggioranza relativa, ha dato mandato alla capogruppo di trattare con la von Der Leyen affinché Fitto sia privato della vicepresidenza della commissione». La Meloni ha chiesto alla Schlein «di dire quale sia la posizione ufficiale del Pd e di rispondere ai cittadini italiani: le persone serie fanno così». Per la leader di FdI è inaccettabile ostacolare la soluzione di «un commissario italiano con un portafoglio da mille miliardi e una vicepresidenza della commissione, che significa coordinare diverse e importanti materie per l’Italia».
Nelle ultime ore si è mossa per fare pressione sul via libera a Fitto una costellazione di sigle del settore produttivo: da Confindustria a Confcommercio, da Confcooperative a Confartigianato, passando per la Cisl con numerose dichiarazioni e inviti ad andare «oltre i particolarismi», a «superare le polemiche per interesse dell’Italia» e a chiudere senza intoppi la definizione della Commissione. Uno sforzo da più fronti, culminato con l’incontro fra il ministro e il presidente della Repubblica.
Di certo il messaggio del Colle è che Fitto non sia semplicemente il candidato del governo, ma a Bruxelles rappresenterà l’intero Paese. Una mossa, viene sottolineato, che il capo dello Stato ha maturato nell’interesse nazionale.



