Medioriente, alta tensione sul fronte siriano

lunedì, 2 Dicembre 2024
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A pochi giorni dal cessate il fuoco in Medioriente si apre un fronte di guerra che sembrava sopito: quello siriano. A farne le spese anche stavolta i civili mentre gli schieramenti combattono intorno ad Aleppo. La Farnesina segue con timore in queste ore gli sviluppi in Siria e nonostante le difficoltà logistiche e di sicurezza, sembrerebbero essere al sicuro i primi italiani evacuati nel week end verso Damasco, grazie ad un convoglio organizzato dall’Onu. A comunicarlo il Ministero degli Esteri italiano impegnato negli sforzi umanitari, così come altri Paesi occidentali con la protezione delle Nazioni Unite. Tuttavia l’evacuazione dei civili è ancora nelle fasi iniziali e resta difficile uscire da Aleppo, a causa degli scontri in corso nei territori circostanti. Il ministro degli esteri Tajani rassicura esprimendo un moderato ottimismo per tutti i 120 italiani e italo-siriani che sono in fuga da Aleppo. Ma veniamo all’escalation degli scontri. Appena iniziata la tregua in Libano annunciata dal primo ministro israeliano Netanyahu la guerra si è spostata inevitabilmente su territorio siriano con la volonta’ dello stato ebraico di concentrarsi sull’Iran di Assad qui, Israele occupa dal 1967 le alture del Golan contro le forze ribelli jihadiste che hanno basi militari e pozzi petroliferi, contrastati dalle deboli forze di Assad, dai pasdaran iraniani, dagli ultimi Hezbollah rimasti e dall’aviazione russa. L’obbiettivo di Netanyahu è chiaro: impedire a Hezbollah di ricostruire il proprio arsenale militare, in parte distrutto con i bombardamenti a tappeto in Libano. Le filiere del transito di armi e dei componenti dei missili assemblati nelle strutture clandestine di Hezbollah passano dalla Siria.

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