Italia tra turismo e Giubileo. Ecco i dati del 2024 e le previsioni del 2025

giovedì, 5 Dicembre 2024
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È tempo di bilanci sui dati dei flussi generati dall’industria turistica nell’anno in corso.

Andando a ritroso e partendo dal trimestre estivo luglio-agosto-settembre 2024, secondo i dati provvisori dell’indagine Istat “Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi”, si è notato una diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2023, con gli arrivi in discesa del 3,6% e le presenze dell’1,4%.

Se diminuiscono i flussi turistici interni con gli italiani che registrano un calo in ciascuno dei tre mesi estivi (oltre 2,6 milioni di clienti in meno rispetto ad agosto 2023, ovvero -5,7%), la nota positiva è però rappresentata dalle presenze dei turisti stranieri, che segnano un aumento durante tutta l’estate (luglio +4,5%, agosto +3,0%, settembre +0,2%), dato che certamente conferma l’attrattività che il Belpaese esercita a livello internazionale, sebbene questi flussi coprano solo l’1% del territorio italiano. Questo, di conseguenza ha creato uno squilibrio tra le destinazioni che soffrono di overtourism e quelle che registrano performance inferiori alle aspettative. Le regioni con il maggior numero di prenotazioni in estate sono state la Toscana e la Puglia, così come la Sicilia e la Sardegna continuano ad essere destinazioni gettonate grazie a paesaggi ed esperienze culturali introvabili altrove.

Ritornando a inizio 2024 e alle vacanze invernali, secondo i dati dell’Osservatorio Turismo Confcommercio, nel primo trimestre dell’anno 8,3 milioni di italiani hanno scelto la montagna come meta delle proprie pause dal lavoro, ma di sole 2 notti fuori porta per il 62%, mentre il 29% allunga la permanenza fino a 3-5 pernottamenti. Dato in decrescita per la cosiddetta “settimana bianca”, di cui solo il 9% degli italiani ne ha goduto, con il Trentino che è stata la regione più amata per il turismo in alta quota, seguito da Lombardia e Alto Adige. E accanto allo sci, il 40% dichiara di andare per escursioni naturalistiche, semplicemente per riposarsi e rilassarsi in centri benessere, o anche per gustare bontà enogastronomiche del posto.

A Carnevale, a farla da padrona sono state Toscana, Veneto e Lombardia, così come i lunghi ponti del 25 aprile e del 1° maggio hanno visto un totale di oltre 17 milioni di italiani mettersi in viaggio per godere di un lungo fine settimana come assaggio d’estate.

Ma come hanno prenotato quest’anno i turisti? Un fattore di grande successo è stata la crescita delle prenotazioni online. Come rilevato dal Ministero del Turismo, il ruolo del digital tourism è talmente aumentato da far incrementare, ad esempio, le prenotazioni di maggio del +34% rispetto ad aprile. Un successo supportato da piattaforme digitali avanzate e campagne di marketing ben mirate che hanno facilitato i viaggiatori nel programmare e prenotare le loro vacanze italiane.

Come si prospetta il 2025 per il settore del turismo nel nostro Paese? Un grande traino sarà sicuramente rappresentato dal Giubileo, con una spesa turistica stimata del +81% e 16,7 miliardi di euro, per un totale previsto di 35 milioni di arrivi. Evento del Giubileo a parte, per rimanere competitivi in questo settore, dovremo continuare a innovare e rinnovare costantemente la nostra offerta, incorporado la tecnologia e includendo soprattutto un ricco ventaglio di esperienze autentiche e “sostenibili”, dove i viaggiatori possano esplorare il mondo in modo e modi sempre più significativi, in condivisione con la comunità e in armonia con la natura, e nel rispetto di identità e tradizioni locali, aspetti sempre più apprezzati e ricercati soprattutto dai Millennials e dalla Gen-Z.

di Loredana Capobianco

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