Quella dei cosiddetti ribelli siriani della fazione filo turca Hayat Tahrir al Sham (la vecchia al Nusra) non è stata un’offensiva, ma una marcia trionfale. Dinanzi a loro, l’esercito arabo siriano si è letteralmente dissolto senza combattere. Città dopo città, Hama, Homs, etc. i guerriglieri sono arrivati a Damasco e hanno preso il controllo della capitale della Siria.
Il presidente della Repubblica Araba Siriana, Bashar al Assad, si è dato alla fuga con la sua famiglia. In un primo tempo correva voce che il suo aereo si fosse schiantato al suolo e che lui fosse rimasto ucciso. Successivamente, l’ex presidente siriano è stato visto a Mosca sano e salvo. Assad si è detto favorevole ad una transizione pacifica del potere ed ha lasciato a Damasco il suo primo ministro a trattare con i guerriglieri filo turchi. Così uno dei governi più importanti dell’asse sciita è crollato improvvisamente per opera dei guerriglieri salafiti. La Russia vede minacciate le sue basi a Khmeimim e nel porto di Tartus. Comunque, la Russia, l’Iran ed Hezbollah non hanno mosso un dito per difendere il governo di Assad. Hezbollah non poteva intervenire perché impegnato in Libano a fronteggiare l’esercito israeliano. La Russia ha il suo da fare in Ucraina. E l’Iran? Mah!
Israele gongola. Finalmente l’odiato nemico, che ha sempre difeso i palestinesi, è caduto. Perciò l’esercito israeliano ne ha approfittato per bombardare le basi iraniane in Siria e per conquistare altri pezzi di territorio siriano, oltre alle alture del Golan. Ma anche la Turchia è felice di partecipare alla spartizione della torta siriana e ha mandato i suoi guerriglieri a scontrarsi con i curdi di stanza a Manbij.
Resta la domanda cruciale: che cosa è successo in Siria? Perché il governo Assad si è sbriciolato così velocemente? Qualcuno ha ipotizzato che vi sia stato un accordo sottobanco del tipo la Siria in cambio dell’Ucraina. Altri hanno ritenuto che il governo siriano si sia dissolto per il malcontento della popolazione, la mancata ricostruzione del paese, la crisi economica, etc.. E’ troppo presto per stabilirlo con certezza. Una cosa, però, è certa, sicurissima. La Siria entrerà in una fase di profonda instabilità, che purtroppo sarà foriera di nuove guerre nella regione mediorientale. La pace nell’area del Medio Oriente, che tutti dicono di perseguire, diventerà un lontano miraggio. Gli interessi della Russia, dell’Iran, della Turchia e degli Stati Uniti/Israele nell’area, sono assolutamente in conflitto. Per non parlare poi degli interessi della Cina Popolare, che contava sul corridoio Mosca-Teheran-Baghdad-Damasco per far arrivare le sue merci attraverso il Medio Oriente fino al Mar Mediterraneo. Se il corridoio si chiudesse in Siria, per la Cina sarebbe un danno grave. E allora? Benvenuti lor signori alla spartizione della Siria, dopo di che ricominceranno i contrasti e le guerre.



