Tutti contro tutti in Siria, altro che democrazia! E questo nonostante le promesse del nuovo leader. La situazione si preannuncia catastrofica e foriera di nuovi pericolosi conflitti. Bande armate ed eserciti regolari imperversano nel paese mettendolo a soqquadro. Il ruolo più attivo dal punto di vista militare lo sta svolgendo l’esercito israeliano. Subito dopo la caduta di Bashar al Assad, Israele ne ha approfittato per distruggere i principali siti militari siriani e soprattutto la difesa missilistica e anti aerea. Attualmente l’esercito di Tel Aviv sta proseguendo la sua offensiva nelle province di Quneitra e Damasco, avendo già catturato almeno venti tra città e villaggi nel sud della Siria.
L’altro grande attore nel quadrante siriano è la Turchia. Infatti, le milizie irregolari, che avrebbero preso il controllo del paese, sono quelle filo turche di Hayat Tahrir al Sham (Hts). E’ evidente che queste milizie sono dirette, addestrate e finanziate da Ankara. Perciò la Turchia, come minimo, spera di trasformare la Siria in un protettorato turco. Ma, l’esercito israeliano, come anche quello degli Stati Uniti presente nell’area, appoggiano le milizie curde, che la Turchia considera come un’organizzazione terroristica, per cui funzionari turchi hanno dichiarato alla stazione radio: “I nostri sistemi di difesa aerea e i nostri caccia sono pronti a distruggere gli aerei israeliani”. In precedenza il governo di Ankara aveva annunciato l’intenzione di creare una zona di sicurezza nel nord della Siria, per garantire il controllo su una sezione di 600 chilometri di confine con il paese vicino. Iran ed Hezbollah hanno già evacuato i loro uomini dalla Siria.
Ma, la situazione più delicata dal punto di vista geopolitico è quella delle basi militari russe. Dai tempi della guerra civile siriana, quella contro l’Isis o sedicente Stato Islamico, la Russia ha realizzato in Siria due basi militari, quella di Khmeimim e quella del Porto di Tartus. Nella prima stazionano aerei militari e nella seconda navi militari russe. Da giorni si susseguono e si accavallano voci, la Russia sta cominciando a smantellare le sue basi militari per evacuarle. No, non è vero, la Russia manterrà le sue basi siriane nonostante tutto. O anche, la Russia sta facendo accordi con i miliziani di Hts per mantenere le sue basi in Siria. Ma il vero problema è un altro: anche se la Russia mantiene le sue basi in Siria, comunque il corridoio della Via della Seta Mosca-Teheran-Baghdad-Damasco (che attraversa il Medio Oriente e sfocia nel Mediterraneo) è spezzato.
Insomma, le promesse del leader di Hts, Abu Muhammad Al Jolani di stabilizzare la Siria e indire nuove elezioni per ripristinare un governo democratico sono parole al vento. I conflitti esistenti non fanno che intensificarsi, mentre se ne vedono di nuovi e pericolosi all’orizzonte.



