Manovra infiamma la politica ai Palazzi, le reazioni di maggioranza e opposizione | Video

mercoledì, 18 Dicembre 2024
4 minuti di lettura

La discussione sulla Manovra economica entra nel vivo e infiamma il confronto politico nei Palazzi del potere. La Camera dei Deputati voterà il provvedimento il 20 dicembre a partire dalle 20, mentre il passaggio al Senato è previsto per il 28 dicembre. La tensione è alta, con le opposizioni pronte a dare battaglia e la maggioranza determinata a difendere le proprie scelte.

Il video con le parole della Meloni in Senato sulla Manovra a maggioranza  e opposizione

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in Senato dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo, ha sottolineato l’impegno profuso per presentare la Manovra il prima possibile. “Ho chiesto che il Parlamento avesse a disposizione il massimo tempo possibile”, ha dichiarato, ricordando i vincoli esistenti, anche a livello europeo. Meloni ha precisato che la fiducia è stata posta in accordo con le opposizioni, ma ha auspicato una soluzione alternativa: “Sarebbe preferibile un’intesa sui tempi che eviti il voto di fiducia. Ne sarei contenta”, ha concluso.

Le dichiarazioni della maggioranza

Tra i protagonisti della maggioranza, il senatore della Lega Gian Marco Centinaio ha espresso soddisfazione per il testo della Manovra: “È una manovra che serve al Paese e rispetta buona parte del mandato che ci hanno dato gli elettori. A me piace per come è adesso, poi ci possono essere cose che ti piacciono di più e cose di meno, ma abbiamo un progetto di legislatura e poco per volta le cose si faranno.”

Centinaio ha commentato anche l’emendamento anti-consulenze estere, definito da molti “anti-Renzi”: “Non penso sia un provvedimento contro Renzi, è una scelta logica. Se fai il parlamentare, devi fare il parlamentare e non altro. Io mi sono dovuto mettere in aspettativa per fare il parlamentare e di conseguenza è giusto che lo facciano tutti.”

Dalla Lega è intervenuto anche Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato, che ha commentato il discusso aumento degli stipendi per i ministri: “Non è uno stipendio aumentato ai ministri, ma una correzione di una disparità. Alcuni ministri non parlamentari percepiscono meno di quelli parlamentari. La questione va affrontata in modo trasparente, non con un emendamento nella Manovra. Serve un disegno di legge dedicato per spiegarlo ai cittadini, altrimenti si rischia di alimentare il malcontento.”

Intervento deciso anche da Manlio Messina, deputato di Fratelli d’Italia, che ai microfoni de Lo Speciale ha risposto alle critiche del Movimento 5 Stelle sui “toni istituzionali” della premier Meloni: “Fa sorridere che il Movimento 5 Stelle parli di toni istituzionali. Imparassero un po’ di educazione. Noi pensiamo a lavorare per gli italiani.”

Messina ha poi parlato dell’aumento degli stipendi dei ministri, sostenendo la necessità di affrontare la questione in futuro dopo aver eliminato dalla Manovra l’emendamento della discordia: “Oggi non è il momento, ma arriverà il momento di doverne discutere. Non capisco perché un ministro debba prendere meno di un altro se fanno lo stesso lavoro.”

A difesa della Manovra anche Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, che ai microfoni de Lo Speciale ha risposto alle critiche del Partito Democratico sulle risorse per il settore culturale: “Ogni legge di bilancio, da quando c’è il governo Meloni, l’opposizione dice le stesse cose. I tagli di Giorgetti sono lineari per tutti i ministeri e il Ministero della Cultura ne ha subiti meno. Il ministro Sangiuliano ha difeso il comparto, e mai come con questo governo c’è grande attenzione sullo spettacolo.”

Mollicone ha evidenziato il riconoscimento del valore nazionale della commedia musicale italiana e il ruolo del teatro Brancaccio nella promozione del genere: “Abbiamo portato la commedia musicale italiana nelle austere aule del Ministero della Cultura. ‘Aggiungi un posto a tavola’ è un simbolo della creatività italiana che non ha nulla da invidiare al musical internazionale.”

Le reazioni dell’opposizione

Le opposizioni non risparmiano critiche alla Manovra. Il senatore Antonio Misiani (PD) ha definito il testo “fortemente negativo”, puntando il dito contro i tagli alla sanità: “La Manovra sottofinanzia la sanità pubblica, la cui crisi si aggraverà. Taglia il fondo automotive, le detrazioni per l’edilizia e ridimensiona gli strumenti di politica industriale, con un impatto recessivo. Il governo ha pensato solo a distribuire mancette.”

Misiani ha attaccato anche la scelta della maggioranza di proporre l’aumento degli stipendi ai ministri, un emendamento poi ritirato dopo le polemiche: “Dopo aver presentato lo sciagurato emendamento per aumentare gli stipendi ai ministri, la maggioranza è stata costretta a ritirarlo.”

Sferzante anche l’attacco di Angelo Bonelli, co-portavoce Alleanza Verdi e Sinistra, contro il finanziamento aggiuntivo al Ponte sullo Stretto: “Nel favore delle tenebre, questa notte hanno dato 1,4 miliardi di euro al Ponte sullo Stretto, portando il costo dell’opera a oltre 13 miliardi. Per i pensionati e il trasporto pubblico non ci sono risorse, ma per il Ponte sì. È uno schiaffo agli italiani.”

Bonelli ha poi parlato dell’aumento degli stipendi ai ministri, ironizzando sul “ritiro” dell’emendamento: “Non è stato ritirato, ma abbassato da 1.300 a 500.000 euro. La vergogna resta. Di fronte ai problemi del Paese, hanno trovato il tempo di aumentare gli stipendi ai ministri di 7.000 euro al mese. Questo governo è scollegato dai problemi del Paese.”

Infine, Bonelli ha commentato anche l’emendamento “anti-Renzi” sulle consulenze estere, appoggiandone l’intento ma criticando la forma: “Chi fa il parlamentare deve fare il parlamentare e non deve determinare commissioni che possano condizionare l’attività parlamentare stessa. Ma la norma va migliorata. Io avrei fatto in modo che chi fa il parlamentare non possa fare consulenze in nessun Paese, non solo extra-UE.”

Il dibattito si preannuncia rovente, con un calendario serrato che lascia poco spazio a modifiche sostanziali. I lavori per l’approvazione della Manovra proseguono sotto i riflettori della politica e dell’opinione pubblica, con il passaggio alla Camera il 20 dicembre e l’approdo al Senato il 28 dicembre.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.