Se la qualità della vita è il grattacapo maggiore per i sindaci delle città, come si evince dalla classifica annuale stilata dal Sole 24 Ore, quella dell’ordine pubblico invece è una sfida che sottopone quotidianamente tutti i primi cittadini, oltre a problemi amministrativi di ogni genere, anche a minacce e intimidazioni più o meno dirette. Lo sconvolgente assassinio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Acciaroli, i cui responsabili sono stati scoperti solo dopo quattordici anni di indagini, rende nitida la percezione di quanto sia davvero complesso governare gli enti locali. Nei giorni scorsi sono stati dei comuni pugliesi a essere scossi da alcune gravi sparatorie per strada al punto di seminare terrore e sgomento fra la popolazione. Sta accadendo in maniera sempre più frequente dove i conti tra famiglie criminali rivali si regolano con le armi. Quanto accaduto a Corato, in provincia di Bari, è l’ennesimo episodio nel quale un uomo è rimasto a terra, morto, e un altro è stato ferito. Tutto ciò, in mezzo ai passanti. Qualche giorno più tardi un ragazzo di appena 19 anni è stato freddato nella piazza principale di Sannicandro, sempre nel Barese.
«Purtroppo Corato è stata segnata da una brutale sparatoria in un quartiere di edilizia residenziale pubblica. Una vera esecuzione tra famiglie peraltro imparentate che ha lasciato un morto e un ferito grave. Dobbiamo essere uniti e chiedere una reazione decisa ed efficace da parte di forze dell’ordine e della magistratura, che di fatto tarda ad arrivare», commenta il sindaco Corrado De Benedittis, membro del comitato direttivo di Avviso Pubblico.
«La sparatoria è una ferita per la città – continua il sindaco – Corato non si piega a questa violenza efferata e gratuita, ma non può essere lasciata sola, come non possono essere lasciati soli tutti i comuni di questo nostro territorio. Da tempo i sindaci chiedono più indagini, più controlli sul territorio e più risultati. Certamente, serve una svolta che non può più attendere. Episodi di tale gravità rappresentano una chiara minaccia alla sicurezza e alla tranquillità dei territori, nonché al tessuto democratico delle nostre comunità. Eventi di questo tipo non possono e non devono essere sottovalutati: richiamano con forza la necessità di un impegno corale da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, della società civile e del mondo politico per promuovere la cultura della legalità democratica e costituzionale e contrastare ogni forma di violenza e criminalità».
«Una previsione scontata, siamo stati facili profeti – gli fa eco Michele Abbaticchio, vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico – il livello di impunità è elevato e i sindaci si trovano in mezzo a guerre urbane di faide criminali che hanno il grilletto facile. Ci stiamo avvicinando alla media di una sparatoria urbana ogni tre mesi, con una preoccupante conta dei morti. La gente ha paura e lamenta la sensazione di tornare verso tempi bui. Dobbiamo restare insieme, continuando ad aumentare il nostro contatto con la paura quotidiana della società civile, ricordando che la collaborazione con le forze dell’ordine è l’unica strada possibile per rigenerare i nostri territori. Avviso Pubblico esprime solidarietà e vicinanza alla città di Corato, al suo sindaco, alle famiglie colpite da questo evento drammatico e a tutti i cittadini onesti che in queste ore si sentono afflitti da scoramento e preoccupazione. Auspichiamo inoltre – aggiunge Abbaticchio – inoltre che si faccia luce sull’accaduto, affinché i responsabili vengano presto individuati e assicurati alla giustizia, in modo da rinnovare quel rapporto di fiducia fra popolazione e istituzioni».
I fatti di Corato sono contemporanei alle gravi minacce intimidatorie indirizzate a Rino Pruiti, primo cittadino di Buccinasco (Milano), per il quale il comune e la Rete Solidale Antimafia del Sud Ovest Milano hanno organizzato un presidio di solidarietà per ribadire che la lotta contro le mafie è una responsabilità condivisa e che nessuno, a partire dal sindaco Pruiti, deve essere lasciato solo in questo impegno.
Dal 2010, anno in cui Avviso Pubblico ha cominciato a monitorare il fenomeno delle minacce e delle intimidazioni agli amministratori locali e al personale della Pubblica amministrazione, si sono registrati dati molto significativi: quasi 6.000 atti intimidatori su tutto il territorio nazionale; auto e case incendiate, telefonate minatorie, minacce di morte via social, aggressioni e uso di ordigni esplosivi. Una media di circa 400 casi ogni anno, più di una intimidazione al giorno, mentre oltre 1.500 i Comuni italiani sono stati colpiti da minacce e violenze di varia natura, il 20% del totale nazionale. Sono migliaia le donne e gli uomini, impegnati sui territori e per le comunità, costretti a vivere “sotto tiro” e sotto scorta.



