Con 211 voti di fiducia favorevoli e 117 contrari, la Camera ha approvato la Manovra 2025, aprendo la strada al passaggio in Senato per il via libera definitivo previsto il 28 dicembre. Ma quella di oggi non è stata una giornata ordinaria: tensioni, polemiche e momenti di forte scontro politico hanno scandito le ore di discussione a Montecitorio. Le reazioni alla Manovra 2025 sono state accese, con critiche feroci dall’opposizione e orgoglio per i successi rivendicati dalla maggioranza. Lo Speciale ha raccolto alcune delle voci delle varie forze politiche.
Manovra 2025 il video con le reazioni
Le reazioni alla manovra economica raccolte da Lo Speciale segnano una netta divisione politica. Bonelli la definisce “ingiusta”, accusando il governo di “trovare 15 miliardi per il Ponte sullo Stretto”, aumentare le spese per gli armamenti e “tagliare sanità e scuola”, mentre le pensioni minime crescono di soli “18 euro”. Conclude: “Lo sceriffo di Nottingham non poteva fare peggio”. Conte critica i “salari da 3-4 euro lordi” e difende Mattarella, affermando che le sue posizioni “interpretano i principi costituzionali” e non sono personali, attaccando le dichiarazioni della deputata Luciselli. Calenda parla di “sconcio marchettificio”, denunciando “mance” come “100.000 euro all’associazione del gelato”, mentre infermieri e sanità restano sottopagati. Lupi elogia una manovra “seria, concreta e responsabile” con “19 miliardi su 30” destinati a famiglie e imprese. Cattaneo rivendica il contributo liberale di Forza Italia, puntando sul “ceto medio e produttivo” per far “correre il Paese”.
Cosa prevede la Manovra 2025: tagli al cuneo fiscale e nuove aliquote Irpef
La Manovra 2025 si compone di circa 30 miliardi lordi, con il cuore del provvedimento concentrato sul taglio strutturale del cuneo fiscale per i redditi fino a 40mila euro e la rimodulazione delle aliquote Irpef, che passano a tre. Questa misura, che vale ben 18 miliardi, garantirà circa 100 euro in più nelle buste paga dei lavoratori con redditi medio-bassi.
La legge si inserisce nel contesto delle nuove regole di bilancio europeo, con l’obiettivo di riportare il rapporto deficit/PIL sotto il 3% entro il 2026. Tra le altre misure di rilievo, spiccano i finanziamenti per la sanità (1,3 miliardi) e gli interventi per contrastare l’inverno demografico.
Le reazioni dell’opposizione: proteste, banconote lanciate e accuse a Meloni
Le reazioni alla Manovra 2025 sono state particolarmente dure da parte dell’opposizione. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha definito la legge “repressiva per l’economia”, accusando il governo di ignorare le esigenze di pensionati e famiglie in difficoltà. Conte ha criticato con forza la norma che garantisce ai ministri e ai sottosegretari non parlamentari il rimborso delle spese di trasferta, definendola “il simbolo dei privilegi della casta”.
“Meloni è atterrata in Lapponia, probabilmente incontrerà Babbo Natale”, ha ironizzato Conte, aggiungendo: “Non pensate solo ai regalini per Elon Musk, pensate ai pensionati con la minima e a chi vive in povertà assoluta”.
Il momento più eclatante è stato però la protesta del deputato del M5S Lorenzo Donno, che ha lanciato banconote verso i banchi del governo gridando: “Questa è una vergogna, una porcata”. Con il gesto simbolico, Donno ha voluto rappresentare il salario medio di milioni di italiani, accusando il governo di pensare solo agli stipendi dei ministri e dei sottosegretari.
Le critiche di Conte, Boschi e Donno: “Manovra repressiva per l’economia”
Maria Elena Boschi (Italia Viva) ha invece puntato il dito contro la cancellazione delle sanzioni per i medici e gli infermieri No Vax. “Un brutto segnale per i sanitari che hanno rispettato le regole”, ha dichiarato Boschi, definendo il provvedimento “uno schiaffo alla scienza” e un favore a chi non ha rispettato le leggi dello Stato.
Anche il tema delle pensioni ha suscitato critiche. L’aumento delle minime si è fermato a soli 3 euro (da 614 a 617 euro), una cifra ritenuta irrisoria dalle opposizioni, che avevano chiesto un intervento più sostanzioso.
Le misure più controverse: stipendi dei ministri, rimborsi e sanzioni ai no vax
Tra le misure più controverse della Manovra 2025, spicca la norma sui rimborsi per i ministri e sottosegretari non parlamentari. La decisione di garantire il rimborso delle spese di trasferta da e per la residenza ha sollevato un’ondata di polemiche. Dopo le pressioni della premier Meloni e del ministro Crosetto, la norma è stata modificata, ma le critiche non si sono placate.
Anche la cancellazione delle sanzioni per i sanitari non vaccinati ha sollevato polemiche. Maria Elena Boschi ha parlato di un “premio ai furbetti”, mentre il Movimento 5 Stelle ha accusato il governo di cedere al populismo.
Le richieste accolte e le vittorie politiche di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia
Nonostante le critiche, la maggioranza rivendica i propri successi. Fratelli d’Italia ha sottolineato che la Manovra 2025 garantisce più risorse per la sanità, taglia le tasse e incentiva le assunzioni con l’introduzione dell’Ires premiale. La Lega ha ottenuto un’importante vittoria con il riconoscimento del buono pasto al personale ATA, una richiesta storica per il comparto scolastico. Giovanna Miele, deputata della Lega, ha dichiarato: “È un passo avanti fondamentale per il personale scolastico e un segnale di attenzione verso il mondo della scuola”.
Cosa succede ora?
Con il passaggio in Senato, il governo punta a chiudere il cerchio entro il 28 dicembre. La fiducia ottenuta oggi alla Camera rappresenta un traguardo importante per la premier Meloni, ma le polemiche sollevate dalle opposizioni, la protesta dei sindacati (con CGIL e UIL in sciopero) e i malumori nel Paese lasciano prevedere un percorso tutt’altro che sereno fino alla definitiva approvazione.



